Pd Assisi, Carpita replica a Tellurio: ''Non si strumentalizzino le mie dimissioni''

Timoteo Carpita 3' di lettura 08/01/2013 - Riguardo alle "tristi vicende" delle Primarie del Pd ricordo al Segretario di Uniti per Assisi che queste hanno visto la partecipazione di oltre 3 milioni di italiani per la scelta del candidato alla Presidenza del Consiglio ed oltre 1 milione (durante le feste di Natale) per quelle riguardanti la scelta dei candidati al Parlamento nelle liste del Partito Democratico.


Ripeto che io non ho trovato nemmeno un candidato che mi rappresentasse nel collegio della provincia di Perugia e per questo ho votato scheda nulla(assumendomene la “colpa” ma non la responsabilità), ma ciò non toglie che la partecipazione è stata molto rilevante per un 29 dicembre. Comunque resto convinto che nessun altro partito italiano è in grado di permettersi un evento partecipativo del genere.
Da questo punto di vista, è importante ricordare a chi i prossimi 24 e 25 febbraio presumibilmente voterà liste di candidati selezionati secondo imprecisati criteri che il PD è l'unico Partito del panorama politico italiano che, a fronte di una legge elettorale che consegna al Paese un Parlamento di nominati, ha rimesso nelle mani dei propri iscritti ed elettori la scelta di almeno una parte dei propri Rappresentanti.
Un'analisi più serena e meno stizzita di un evento politico di questa portata avrebbe forse portato Tellurio ad un giudizio più rispettoso e maggiormente attinente alla realtà. Lo dice uno che non ha mai risparmiato critiche aspre a questo sistema dei partiti(ed in primis al suo), forse perché troppo giovane ed inesperto.
Prego Tellurio, inoltre, di astenersi dallo strumentalizzare le mie dimissioni dalla Segreteria comunale del PD, legate esclusivamente a motivi “nazionali”, se così posso sintetizzare. Per ribadirlo con chiarezza riporto le parole precise che ho utilizzato nella mia lettera di dimissioni richiamata da Tellurio:
Anche se, come detto, i numeri delle "primarie Bersani-Renzi" circoscritte al Comune di Assisi dicono il contrario, riconosco che, di fatto, le mie idee programmatiche di sinistra e di partito sono state, almeno temporaneamente, sconfitte a livello generale, diciamo. Per questo mi pare giusto, onesto e corretto da parte mia dimettermi dall'unico incarico che ricopro nel partito, ossia da membro della segreteria del Pd assisano.
Dunque, purtroppo o per fortuna, il Pd assisano non c’entra molto. La mia scelta è dipesa dalla volontà di mantenere una chiara coerenza tra me stesso e quello che avviene al di fuori dei confini comunali (che non sono “le colonne d’Ercole”, anche qui purtroppo o per fortuna). E ci tengo a sottolineare che il PD di Assisi, nell’ultimo anno del Signore 2012, ha saputo mettere in campo una “squadra” composta di uomini e donne che si sono impegnati nel riattivare energie e entusiasmo che hanno portato a molte iniziative sul territorio, e ad essere di nuovo presenti in ogni frazione in termini di ascolto dei cittadini e di proposte visibili e chiare.
Resta evidente che nella vicenda delle primarie Bersani-Renzi io ho assunto una posizione nettamente minoritaria all’interno del direttivo del Pd di Assisi che poi, da un lato, si è rivelata in sintonia con la maggioranza dei votanti alle primarie in questo comune, ma, dall’altro, non oltre al 40% in Italia nel suo complesso. E’ la democrazia bellezza. Per questo resto iscritto al Partito democratico, il mio partito, e continuerò a lottare da dentro per le mie idee di sinistra e di partito, affinché un giorno diventino maggioranza. Sempre in libertà e con orgoglio attento a non essere facilmente strumentalizzato dentro o fuori.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-01-2013 alle 03:52 sul giornale del 08 gennaio 2013 - 1042 letture

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