Bastia Umbra: area Franchi, ''La maggioranza ha rovinato un progetto ben fatto''

Erigo Pecci 4' di lettura 05/03/2013 - Come abbiamo avuto occasione di ricordare nel dibattito in consiglio comunale, il progetto di recupero dell’ “Area officine Franchi” si inquadra in quella visione dello sviluppo urbanistico che a nostro avviso deve prevedere prima il recupero di aree dismesse e poi l’utilizzo di nuove aree.

Questa è stata la previsione della variante generale al P.R.G., approvata dal centro sinistra Bastiolo, già dal 2001. Questa visione di sviluppo della città è ben individuata nelle potenziali progettazioni delle aree di recupero: Ex mattatoio comunale-piazza del Mercato, ex tabacchificio Giontella, ex area Petrini, ex area Purina, officine Franchi ecc. ecc.
Per quest’ultima importante area, la precedente amministrazione Lombardi aveva già adottato il progetto di recupero presentato a firma dell’ arch. Salgado con l’allegata convenzione, affinché lo stesso diventasse il volano per la realizzazione di importanti opere pubbliche, tra le quali la più importante è quella del sottopasso ferroviario in via Firenze ed il ponte di collegamento tra Bastia centro città ed i quartieri di XXV Aprile - Bastiola.
Purtroppo l’attuale maggioranza di centrodestra, responsabile di un governo a nostro giudizio poco incisivo e che poco ha prodotto per la nostra città, è riuscita ancora una volta a rovinare l’armonia del piano originariamente adottato, nell’ottica dell’esclusiva necessità speculativa, confermando come ci sia una totale assenza di pianificazione complessiva e vista d’insieme per la futura Bastia.
Il sindaco Ansideri e l’assessore Fratellini, probabilmente mossi dalla fretta di gettare almeno un po’ di fumo negli occhi di un elettorato palesemente scontento, presentano per le aree di recupero sopra citate, piani urbanistici che sono la “Fotocopia” l’uno degli altri ma cosa più deprecabile senza alcuna anima verso il futuro delle nostre generazioni..
A prova di quanto appena detto, troviamo in tutti le stesse destinazioni d’uso con l’utilizzo dei massimi volumi urbanistici disponibili nel P.R.G.
Per il piano di recupero urbanistico dell’area delle officine Franchi, se non fosse stato perché precedentemente, con lungimiranza, già previsto in convenzione, era già venuta meno la ferma necessità di anticipare i lavori del sottopasso ferroviario di via Firenze. Comunque ad oggi, ad esempio di quanto detto, non possiamo che far notare come sono state escluse tutte le opere di raccordo con la viabilità esistente di via della Rivierasca ed il futuro ponte collegante con il quartiere di XXV Aprile.
Inoltre in consiglio comunale ci eravamo fatti portatori, all’atto dell’adozione, della necessaria delocalizzazione degli edifici scolastici in aree più immerse nel verde invece che in aree già abbondantemente antropizzate, individuando nel “Parco del fiume Chiascio” ricompreso nell’area Franchi, la migliore soluzione; purtroppo anche questa nostra proposta di previsione di utilizzo dei volumi disponibili è stata scartata, lasciando il posto a destinazioni quali “commercio-direzionale” e “residenziale”.
Saprà Bastia, anche alla luce della crisi economico-finanziaria che attanaglia il nostro paese e l’intera economia “Occidentale”, sopportare la realizzazione di circa 170 nuovi appartamenti di edilizia del tipo “popolare”?
In una situazione economica così stagnante saprà mai Bastia sopportare la realizzazione di altre migliaia di mq. destinati al “commercio”?
Altro punto fondamentale e vitale del piano di recupero era ed è ancora la delocalizzazione e ricostruzione dell’unità produttiva “officine Franchi”, con il problema non secondario del mantenimento delle maestranze formate e della forza lavoro.
Di questa problematica è oramai molto tempo che non si sente più parlare, lasciano quasi come assunto che i lavoratori di questa storica azienda Bastiola fossero già licenziati o peggio mai esistiti.
Purtroppo non è questa la realtà ed allora ci domandiamo se il sindaco sa che vi sono alcune decine di cittadini Bastioli, che in quel luogo lavorano ed è li che trovano il sostentamento per le proprie famiglie?
Dove sono e che futuro avranno i protocolli d’intesa sottoscritti dall’ amministrazione Lombardi con l’allora proprietà rappresentante le “officine Franchi SpA”?
Tali protocolli prevedevano che prima di ogni autorizzazione a costruire all’ interno dell’area di recupero urbana, avvenisse la delocalizzazione del sito produttivo in fraz.ne Ospedalicchio, dove sempre la stessa Giunta aveva approvato un piano di insediamento industriale, in esclusiva, per l’azienda “officine Franchi”.
Il piano di recupero dell’ area Franchi e tutti gli altri piani urbanistici sbandierati e vantati in questi giorni come approvati e prossimi alla partenza, non sono altro che propaganda elettorale forse anche un pò anticipata; la realtà è che gli stessi prevedono una valanga di volumi che sconvolgerà il volto della nostra Bastia.


da Erigo Pecci
Gruppo consiliare PD Bastia Umbra




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-03-2013 alle 17:14 sul giornale del 06 marzo 2013 - 2047 letture

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