L'angolo delle opinioni: ''Quell'idea di pubblico che fa da sfondo alla tragedia del Broletto''

Broletto Perugia Regione Umbria 2' di lettura 09/03/2013 - Forse mi sbaglio, ma ho come l’impressione che il clima culturale che ha fatto da sfondo alla tragedia del Broletto a Perugia non sia, almeno questa volta, la drammatica crisi economica che affligge il paese.

Credo invece che abbia a che fare con quella progressiva perdita del concetto di pubblico che è stata la vera devastazione culturale dell’Italia dell’ultimo ventennio. L’idea diffusa che tutti i pubblici dipendenti siano fannulloni messi là dai partiti, una massa di privilegiati incompetenti buoni solo a frapporre lacci e lacciuoli alle magnifiche sorti e progressive della gente che lavora sul serio.
Il fatto che molti di loro siano preparati, sottopagati e chiamati a far applicare le regole in un paese dove tutti tendono ad aggirarle sono agli occhi dei più soltanto circostanze ininfluenti.
Quello che conta è additarli al pubblico ludibrio: che si vergognino a star lì a scaldare le scrivanie con il vento gelido della recessione che soffia nel paese.
Il grido sinistro del tutti a casa risuona anche per loro.
Ed invece no, non diventeremo mai un paese civile se non saremo capaci di recuperare un’idea alta di pubblica amministrazione, la convinzione cioè che coloro che sono chiamati a gestire le nostre scuole, i nostri ospedali, o a far funzionare le Istituzioni non sono scansafatiche per definizione, ma al contrario sono persone che esercitano una funzione essenziale per la nostra democrazia.
Intendiamoci: funzionari e dipendenti corrotti ce ne sono stati e ce ne saranno ancora, ed è per questo che abbiamo l’obbligo di sanzionarli attraverso leggi rigorose e comportamenti eticamente cristallini.
Tuttavia dobbiamo farlo evitando pericolose generalizzazioni che possono indurre soggetti deboli e particolarmente fragili a pensare che pubblica amministrazione faccia sempre rima con privilegio ed inefficienza.
Lo dobbiamo a noi stessi certo e a quell’idea di Italia migliore che sosteniamo.
E, soprattutto, lo dobbiamo alla memoria di Daniela e Margherita, uccise barbaramente dopo una vita di lavoro spesa al servizio dei cittadini.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-03-2013 alle 00:05 sul giornale del 09 marzo 2013 - 1564 letture

In questo articolo si parla di attualità, perugia, paolo mirti

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/KoV

Leggi gli altri articoli della rubrica L'angolo delle opinioni