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''Voglio una Chiesa povera: ecco perché porto il nome di Francesco''

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Jorge Mario Bergoglio, papa Francesco I

“Voglio una Chiesa povera e per i poveri”. Con queste parole il pontefice Jorge Mario Bergoglio ha “svelato” a seimila giornalisti, incontrati sabato scorso nell’aula Paolo VI in Vaticano, i motivi della scelta del nome “Francesco”.

Una scelta che vuole ispirarsi al patrono d’Italia, al “Poverello” di Assisi. “Alcuni - ha spiegato ai presenti il Pontefice - non sapevano perché il vescovo di Roma ha voluto chiamarsi Francesco. Alcuni pensavano a Francesco Saverio, a Francesco di Sales, anche a Francesco d’Assisi. Io vi racconterò la storia.
Nell’elezione, io avevo accanto a me il cardinale Claudio Hummes: un grande amico, un grande amico. Quando la cosa stava diventando un po’ "pericolosa", lui mi confortava. E quando i voti sono saliti a due terzi, è giunto l’applauso consueto, perché è stato eletto il Papa. E lui mi ha abbracciato e mi ha detto: “Non dimenticarti dei poveri!”. E quella parola è entrata qui: i poveri, i poveri. Poi, subito in relazione ai poveri ho pensato a Francesco d’Assisi. Poi, ho pensato alle guerre, mentre lo scrutinio proseguiva, fino a tutti i voti. E Francesco è l’uomo della pace. l’uomo che ama e custodisce il Creato, in questo momento in cui noi abbiamo con il Creato una relazione non tanto buona, no? E’ l’uomo che ci da questo spirito di pace, l’uomo povero... Ah, come vorrei una Chiesa povera e per i poveri!”.



Jorge Mario Bergoglio, papa Francesco I

Questo è un articolo pubblicato il 17-03-2013 alle 23:33 sul giornale del 18 marzo 2013 - 1066 letture