La Minigallery di Assisi riapre i battenti con la mostra di Moriconi e Pinchi

Armando Moriconi Andrea Pinchi 4' di lettura 23/03/2013 - Oggi, sabato 23 marzo, la Minigallery di Assisi in via Portica inaugura il primo evento dell’anno con la doppia personale dello scultore Armando Moriconi e del pittore Andrea Pinchi. La mostra, curata da Francesca Briganti e ad ingresso libero, sarà visibile tutti i giorni, dalle 10.30 alle 19.30, fino al prossimo 7 aprile.

Il vernissage è in programma per le 17.30 e in occasione dell’inaugurazione, oltre a una breve presentazione, ci sarà il brindisi con i vini offerti dalla cantina “Terre Margaritelli” di Torgiano.
Per il 2013 la Minigallery propone un calendario ricco di mostre che inizia con la primavera e prosegue fino ad ottobre.
Per maggiori informazioni: 333.2946269
Dimensioni parallele
di Francesca Briganti
Quello presentato da Andrea Pinchi e Armando Moriconi qui alla Minigallery di Assisi, è un ipotetico Universo parallelo, che aspetta solo di essere scoperto con gli occhi. La loro particolare visione ci trasporta nell’immensità del cosmo, tra figure pure e colte, che popolano i loro favolosi mondi, fatti di “meteore” e “passeggiate sulla luna”, lontano dalla corrotta Terra.
“Anime in fiamme”, “Piume di stelle”, ”Elementi ancestrali”, “Forme cosmiche”, si muovono, cercando di ricreare idealmente, una piccolissima porzione di cosmo.
In un mondo fatto di paradossi, di assurdità e di nonsensi, questa è la realtà ideale raccontata da Andrea e Armando. È così che si connettono due “Dimensioni parallele”, con la presa di coscienza dell’Universo possibile, che apre ad una comunicazione ancora più vasta con il Tutto. Due ramificazioni del cosmo. Due possibili universi coesistenti, posizionati uno accanto all’altro. Entrambi umbri, entrambi legati fortemente alla terra e alle tradizioni, ma con lo sguardo aperto verso il cielo. Una coscienza chiara per i materiali nobili, eleganti, vivi. Una precisione elaborativa impeccabile, una notevole decisione formale, una sensibilità forte per le tradizioni.
I lavori di Andrea sono frammenti di cielo, amabilmente descritti dal suo personale dialogo tra musica e arte, fra materia e anima. Perché è dalla musica che parte la sua raffinata arte, dalle note ultraterrene di un organo a canne, che emoziona e fa pregustare in terra un armonia sublime, regola suprema di bellezza del suo Universo. I suoi lavori sono accordi e simmetrie di puro colore, resine, stagno, strisce di pelle che hanno attraversato i secoli e che ritrovano una nuova essenza, un nuovo corpo. Strumenti al servizio delle anime, provenienti da altri mondi, che ci fanno penetrare nel profondo del cielo, per una nuova esperienza estetica, dove le parole, così limitate ed imperfette, cedono il posto alla pura e sublime melodia dei suoi lavori.
Andrea eleva la materia, le dà nuova vita, rendendo immortale e indimenticabile ciò che è ignoto e perituro. In un meraviglioso e coinvolgente conflitto tra ciò che era, ciò che è e ciò che vuole essere…
Le sculture di Armando sembrano come precipitate sulla terra, oggetti di altri mondi, che fluttuano e ci ricordano entità fisiche primordiali. Manipolando la luce riflessa dalle sculture lucidate a specchio, si apre una finestra su altre realtà possibili. Una porta spazio temporale, che conduce in altre dimensioni dell’esistenza. Un mondo immaginario coeso e dotato di una coerenza interna che chiede di essere toccato, esplorato.
Forme essenziali, originali e stilisticamente rigorose, che sprigionano la tensione e la perfezione del marmo nero del Belgio, la variazione di colore rosso della pietra d’Assisi, l’energia refrattaria della materia. Armando esplora tutti i territori della scultura, sperimenta tutti materiali, grezzi, lucidi: pietra, bronzo, marmo, alabastro, come in un viaggio immaginario all’interno del cosmo alla ricerca di una forma pura. Il suo stile è pulito ed essenziale. I suoi lavori restano in balia della luce, che influenza il modo di vedere le forme. Tutto è studiato, dalla disposizione spaziale al piedistallo, dal colore venato del marmo all’incidenza della luce sulla forma, in una continua ricerca dell’essenziale, della forma perfetta, assoluta. Un’esperienza tattile, che lascia spazio all’immaginazione. Un calcolato equilibrio tra superfici lisce ed eleganti e parti volutamente lasciate rozze e primitive. Un linguaggio autonomo, puro, spoglio, primordiale, semplice, dove “La semplicità”, come affermava Brâncuşi, “non è altro che una complessità risolta”.
Un viaggio immaginario all’interno del cosmo e della sua immensità, tra realtà parallele, come in un racconto, alla ricerca affamata delle risposte alle domande esistenziali che solo chi ha il privilegio di pensare in libertà potrà mai porsi.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-03-2013 alle 00:28 sul giornale del 23 marzo 2013 - 1475 letture

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