Imu, lista Bartolini: ''Tassazione sugli immobili senza alcun ritegno''

Conferenza stampa 2' di lettura 12/04/2013 - Giovedì 11 aprile, in consiglio comunale, la maggioranza ha votato un ulteriore aumento dell’IMU di 1 milione di euro.

In questi giorni il sindaco Ricci, l’assessore al bilancio Massucci e il capogruppo del PDL Freddii hanno sbandierato con enfasi sui giornali la volontà di diminuire l’Imu sulla prima casa di 0,025 (dallo 0,4 allo 0,375%), dando finalmente ragione all’opposizione che, da mesi, sosteneva che il comune aveva la possibilità di diminuire l’aliquota base.
Finalmente! Meglio tardi che mai!

Si ricorda che i cittadini del Comune di Assisi, come riportato dalla stampa in vari interventi, sono quelli che pagano maggiore Imu in tutta l’Umbria, “grazie” alle rendite catastali più elevate. Ma ecco la triste verità tenuta fino ad oggi nascosta: l’aumento dell’IMU sugli altri immobili! Infatti negozi, laboratori artigianali, uffici, capannoni industriali e delle aree fabbricabili subiranno un aumento dell’aliquota base di 0,1 (da 0,76 a 0,86%). A conti fatti, la diminuzione concessa graziosamente sulla prima casa porterà a minori entrate per il comune di 300 mila euro, ma l’aumento sugli altri immobili significherà maggiori entrate, e quindi più soldi sottratti alle tasche dei cittadini, di 1 milione e 300 mila euro, con una conseguente maggior entrata per il famelico comune di Assisi di ben 1 milione di euro.
Ma Assisi non era il Comune dove si pagano meno tasse e dove non sarebbero state mai aumentate?
In questo momento di difficoltà per tanti piccoli imprenditori, costretti a chiudere e licenziare, alcuni dei quali, fortunatamente non nel nostro territorio, hanno messo fine addirittura ai loro giorni, la scelta operata dall’amministrazione di Assisi appare pazzesca. Denota solo in modo chiaro il distacco tra la difficile realtà in cui vive la gente ed i piccoli imprenditori e questa amministrazione che, invece, continua a vivere sull’immagine. I cittadini del comune, sempre a causa delle rendite catastali più alte dell’Umbria, erano già i più tartassati sull’Imu.
La nostra proposta è che si spenda meno denaro, meno contributi superflui, meno manifestazioni senza costrutto, meno spese di rappresentanza alla ricerca del consenso e promozione personali.
Ma soprattutto, onestamente, basta con la ripetuta balla che “in Assisi si pagano meno tasse”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-04-2013 alle 13:16 sul giornale del 13 aprile 2013 - 859 letture

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