Papa Francesco e lo spirito di Assisi: l'intervento di Luigi Marini

Luigi Marini 4' di lettura 16/04/2013 - Nell’ultima seduta consiliare, il consigliere di Uniti per Assisi Luigi Marini ha commentato con questo intervento il punto all’ordine del giorno relativo alla pergamena storica di gratitudine a papa Francesco.

“Il 13 aprile 2013 ore 19.06 ero in casa incollati alla TV insieme ad alcuni amici, finalmente la “Fumata Bianca” ancora infiniti minuti di attesa tra le tante supposizione del Cardinale “eletto alla soglia di Pietro” condizionati dalla girandola dei mass-media escono i nomi più “gettonati”, poi, finalmente un’invasione di gioia all’annuncio dell’elezione del 266esimo Pontefice della Chiesa di Roma, è l'argentino Jorge Mario Bergoglio, 76 anni, Gesuita, arcivescovo di Buenos Aires (questa si che è stata opera dello Spirito Santo) ma l’emozione si è moltiplicata quando è stato pronunciato il nome che il Nuovo Pontefice ha voluto assumere: FRANCESCO! il sentir pronunciare questo nome ha provocato in me un sussulto di gioia e grande ammirazione per il coraggio che ha avuto unitamente a tanta speranza di un cammino di rinnovamento della Chiesa verso le origini.
Dopo 800 anni la Chiesa di Roma ha di nuovo “incontrato” Francesco, il Santo di Assisi che ha indicato la via dell'umiltà e della semplicità evangelica, la stessa via tracciata da Cristo povero e crocifisso, la via che il nuovo Pontefice ha tracciato con le prime parole rivolte alla Chiesa. Quella Chiesa, che per Francesco ha il volto della tenerezza, che incontra ogni uomo riconoscendolo come fratello. Quello stesso volto di tenerezza, umiltà e spontanea semplicità che vediamo in Papa Francesco.
Immediatamente ha preso corpo in me l’appartenenza, l’essere Assisano e, quel nome scelto mi ha fatto pensare allo Spirito di Assisi, ai valori di umiltà, dialogo, dignità per ogni persona, al senso della comunità e maggiore attenzione ai poveri e agli ultimi, con Papa Francesco la povertà avrà un nuovo rapporto con l’uomo visto come fratello e non come nemico.
Questi principi sono nuovamente posti dalla storia all'attenzione di ognuno di noi.
Francesco di Assisi ha voluto parlare con i ladroni, con il lebbroso, con il lupo, con ogni uomo. Non gli interessava la provenienza, ma la tensione del cuore umano.
Assisi in questi anni a partire dalla venuta di papa Giovanni XXIII è stata la piattaforma e la forma della fratellanza e del dialogo sfociato in una delle sue massime espressioni tra credenti e non credenti in modo particolare grazie alla intuizione, grande intelligenza e immensa umanità Cristiana di Giovanni Paolo II che ha pensato organizzato e fatto incontrare il 27 ottobre 1986 i referenti delle maggiori religioni del mondo, riportandoli ad incontrarsi di nuovo nel 2002, ed infine da Benedetto XVI, in omaggio ai principi del francescanesimo, di fraternità, umiltà e povertà” nel 2011.
Assisi è da sempre palcoscenico di eventi a richiamo internazionale, oggi ad esempio la Chiesa cattolica festeggia S. Stanislao, patrono della Polonia, che allora Vescovo di Cracovia venne ucciso per mano del re Boleslao II l’11 aprile 1079, e canonizzato da Innocenzo IV in Assisi nel 1253.
Il 14 aprile Assisi si è svegliata con una brezza nuova, nei giorni a seguire, a partire dal Vescovo di Assisi Mons. Domenico Sorrentino, al custode del Sacro Convento di Assisi padre Mauro Gambetti, al presidente della regione Umbra e della provincia di Perugia sino al Sindaco di Assisi Claudio Ricci, tutti si sono augurati e lo hanno invitato a venire in visita ufficiale in Assisi.
Il 02 aprile u.s. la Lista Civica “Uniti per Assisi” che qui rappresento attraverso il suo Segretario Politico Marco Tellurio, ha inoltrato la proposta per il riconoscimento a papa Francesco della cittadinanza onoraria in Assisi. Tecnicamente se questo sia possibile non lo so in quanto come successore di Gesù Cristo in terra il Papa è cittadino del mondo intero, ma penso e credo che i sentimenti degli Assisani e delle famiglie Francescane siano indirizzati in questo senso, come ci ha appena detto il Sig. Sindaco questa azione non rientra nella normale prassi, ma comunque chiedo di verificare questa richiesta.
Commosso nel pensare di star qui a parlare, forse in maniera riduttiva e inappropriata, di questa grande Personalità, dichiaro il voto favorevole del mio Gruppo per quanto al teso della pergamena in “miniatura” di cui stiamo discutendo, chiudo il mio breve intervento con le parole del Sindaco Ricci pronunciate appena appreso il nome che si era dato Papa Bergoglio
“Assisi, nel nome di Francesco e Chiara, accoglie con gratitudine questo segno e con rinnovato impegno, istituzioni civili e religiose, continueranno a camminare con lo spirito della Seraphica Civitas per il bene ed il bello in linea con il ruolo che la storia ha assegnato alla terra di San Francesco d'Assisi e all'Umbria”.


da Luigi Marini
Capogruppo consiliare Uniti per Assisi




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-04-2013 alle 01:30 sul giornale del 16 aprile 2013 - 1953 letture

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