Prg Assisi, in Provincia c'è chi è pronto a fare ricorso

Assisi generica 5' di lettura 18/05/2013 - La I Commissione consiliare permanente, presieduta da Massimiliano Capitani, ha affrontato il tema del nuovo Piano Regolatore Generale di Assisi su sollecitazione di un ordine del giorno presentato dal capogruppo dell’Idv Franco Granocchia. La seduta, alla quale ha partecipato anche l’assessore provinciale all’urbanistica Carlo Antonini, si è caratterizzata con l’audizione di numerosi rappresentanti dei Comitati cittadini “La Sentinella del Subasio” e “dei Castelli”.

“Audizione – ha chiarito Capitani – alla quale seguirà quella dell’amministrazione comunale di Assisi per chiarire alcuni aspetti del nuovo Prg, fermo restando che le competenze della Provincia riguardano essenzialmente gli aspetti tecnici legati a volumetrie, ambiente e paesaggio”. Un primo intervento della Provincia ha già inciso sul ridimensionamento dei volumi preventivati (26%) che sforavano i limiti previsti dalle leggi regionali che prescrivono il limite massimo del 10% rispetto al precedente Prg. “Ma la competenza su dove ‘tagliare’ – ha spiegato Antonini – resta di specifica competenza del Comune. La Provincia ha fatto un buon lavoro e continueremo ad essere attenti”. Gli altri aspetti sui quali la Provincia può incidere riguarda l’ambito paesaggistico-ambientale. Ed è proprio su questo aspetto che si è incentrata l’attenzione dei rappresentanti dei Comitati che hanno sottolineato come il nuovo Prg preveda nuova edificazione che, secondo il loro parere, non trova giustificazione sia dal punto di vista demografico (la popolazione è sostanzialmente stabile da un quarantennio) né tanto meno da quello della tutela del territorio andando a cementificare aree agricole incontaminate e di elevato pregio. Senza dimenticare che il territorio d’Assisi è patrimonio mondiale dell’umanità e, come ha sottolineato l’architetto Marina Marini del Comitato “dei Castelli”, sottoposto ogni due anni al controllo dei Commissari Unesco. “Il rischio – ha detto quest’ultima – è che la cementificazione prevista faccia decadere i requisiti di patrimonio dell’umanità”. Malumori accresciuti dalla consapevolezza di abitare un territorio forgiato dallo spirito di San Francesco e fino ad ora preservato da scempi edilizi tanto da fare di Assisi città simbolo dell’Umbria e dell’Italia. Sentimenti ben rappresentati da padre Carmine Maurizio, parroco di Capodacqua, che ha spiegato come le lottizzazioni previste comporteranno l’abbattimento di alberi e stravolgimento del paesaggio. Secondo i Comitati, il nuovo piano regolatore generale se da una parte mette a repentaglio il territorio con speculazioni edilizie, dall’altro non prevede, specie nei paesi, il completamento di urbanizzazioni e erogazioni di servizi da tempo attesi dalla popolazione. Unanime sensibilità, rispetto alle tematiche esposte e volontà di arrivare a un rapido confronto con l’amministrazione comunale assisana, è stata sottolineata dai consiglieri presenti. Con alcuni distinguo tra maggioranza e opposizione. Da quest’ultimi infatti (Piero Sorcini e Bruno Biagiotti del Pdl) è stato manifestato il sospetto che si applichino due pesi e due misure nella valutazione dei Prg in base al “colore” delle amministrazioni comunali portando come esempio negativo il Prg del Comune di Perugia “nei confronti del quale la Provincia non ha ritenuto necessario chiedere approfondimenti nonostante siano state sconvolte dal cemento località come Ponte San Giovanni”. Secondo Enrico Bastioli (Socialisti Riformisti) risulta incomprensibile che il sindaco di Assisi, pure attento al bene comune, non abbia preso in considerazione le istanze dei Comitati, tanto più che la legge prevede che le nuove edificazioni devono essere fatte solo a ridosso delle aree già edificate e non in zone fino ad ora agricole. “Credo che si riuscirà a trovare un punto di equilibrio – ha auspicato Bastioli – in tal senso la Provincia può farsi portatrice di idee e di confronto anche perché stiamo parlando di un territorio di altissimo valore”. Giampiero Fugnanesi (Comunisti italiani) ha rivendicato per la Provincia un ruolo più incisivo. “Abbiamo compiti di indirizzo e di controllo – ha dichiarato -. Il Piano di Assisi va approfondito. Ci deve essere un ente che esamina con attenzione i Prg dei Comuni. E se per Assisi il discorso diventa vitale, lo è anche per le altre città dell’Umbria nella consapevolezza che l’ambiente e le città storiche sono ormai le ultime risorse della nostra regione”.
Franco Granocchia, infine, ha difeso l’integrità del paesaggio assisano. “Non diciamo di no a un nuovo Prg – ha affermato – ma in quella città, importantissima per la nostra economia, non si può sbagliare. Assisi non è stata ancora distrutta e non dobbiamo permettere che si faccia. Vigilare su paesaggio e ambiente, oltre che sulle cubature, è nostra competenza e quel Prg non può andare avanti in quel modo. In quella bella terra non dobbiamo permettere che si metta cemento. E’ patrimonio dell’umanità e ha l’ambizione di diventare capitale della cultura. Non siamo di fronte a un problema politico, la tutela dell’ambiente non ha colori politici. Il fatto è che i Prg non dovrebbero essere fatti in periodo di campagna elettorale. C’è ancora un percorso da compiere per salvare la situazione con la Conferenza dei servizi, ma il mio gruppo avverte che se non si trova una soluzione è pronto a fare ricorso secondo quanto prevede la legge. Ricordiamoci che se cade Assisi cade tutta l’Umbria”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-05-2013 alle 03:10 sul giornale del 18 maggio 2013 - 1227 letture

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