Quote rosa, Pettirossi: ''Sentenza che ci rattrista''

Simone Pettirossi 4' di lettura 22/06/2013 - La sentenza del TAR umbro lascia esterrefatti, ma soprattutto rattrista. La rispettiamo ovviamente, a differenza della destra che grida spesso al complotto, ma non la condividiamo per nulla. Valuteremo, perciò, nei prossimi giorni, con gli altri ricorrenti, le modalità per proseguire l'azione politica e giudiziaria, non escludendo ovviamente il ricorso al Consiglio di Stato.

Continuiamo a pensare, infatti, che una giunta comunale con "zero donne" sia politicamente "scandalosa", perché umilia il principio della parità di genere, ma anche giuridicamente in contrasto con le norme costituzionali e nazionali, come sostenuto peraltro da giudici amministrativi di altre regioni (si veda ad esempio il T.A.R. Lazio, Sez. II bis, 21 gennaio 2013, n. 633).
La sentenza del TAR umbro, infatti, e' in controtendenza con numerosi pronunciamenti di altri tribunali regionali e del Consiglio di Stato, che hanno fatto spesso prevalere i principi costituzionali e nazionali sui dettati di statuti comunali troppo blandi o ambigui.
La legge n. 215 del 2012 e' stata proprio il frutto di una costante giurisprudenza in questa direzione. Il legislatore ha voluto però sancire una volta per tutte, senza ambiguità, il principio della parità di genere. Secondo noi, ma anche secondo numerosi giudici amministrativi italiani, non serviva una legge ad hoc. Ma sentenze poco comprensibili come quella del TAR umbro, fanno pensare che, forse, invece, il Parlamento ha fatto bene a non lasciare più margini di "interpretazione". Nelle maglie interpretative, infatti, si possono continuare a muovere coloro che nel 2013 non vogliono ancora accettare che il mondo e' cambiato e che quello della "parità di genere" e' un principio ormai presente, da anni, nella costituzione materiale e nell'ordinamento giuridico italiano. Non si può lasciare che una questione così importante, come quella della "parità di genere", sia in mano alla soggettiva interpretazione dei collegi giudicanti, composti spesso da soli uomini, che giudicano sul futuro di giunte comunali formate da soli uomini, che non tengono conto di quanto deciso da altri tribunali amministrativi, alimentando così incertezze e incoerenze nel giudicato.
Visto comunque che la legge 215/2012 è ormai in vigore dal 26 dicembre 2012, abbiamo anche chiesto che il Comune di Assisi si adegui, entro i termini previsti - 26 giugno 2013- modificando lo statuto comunale e i regolamenti, al fine di garantire la presenza di donne in giunta e negli organismi delle partecipate del comune.
Per chiedere il rispetto della legge, abbiamo presentato una mozione che speriamo sarà discussa e votata in Consiglio comunale in tempi rapidi.
MOZIONE
Oggetto: Modifica Statuto e regolamenti comunali in attuazione della legge n . 215 del 23 novembre 2013
Il sottoscritto Simone Pettirossi, capogruppo del PD,
Visto che il 26 dicembre 2012 è entrata in vigore la legge 23 novembre 2012, n. 215, volta a promuovere il riequilibrio delle rappresentanze di genere nei consigli e nelle giunte degli enti locali e nei consigli regionali;
Preso atto che la legge impone, nella legislazione elettorale dei consigli comunali con popolazione superiore ai 5.000 abitanti, l’adeguamento degli statuti e dei regolamenti degli Enti Locali, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge (quindi entro il 26 giugno 2013), alle disposizioni del comma 3 dell'articolo 6 del testo unico degli Enti Locali ( decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267): “Al comma 3 dell'articolo 6 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, la parola: «promuovere» e' sostituita dalla seguente: «garantire» e dopo le parole: «organi collegiali» sono inserite le seguenti: «non elettivi»;
CHIEDE
che il Consiglio comunale dia attuazione nei tempi stabiliti alla legge citata:
- adeguando lo Statuto comunale e i regolamenti del Comune Assisi ,
- garantendo la presenza di entrambi i sessi nella Giunta e negli organi collegiali non elettivi, nonché negli organi collegiali degli Enti, delle Aziende e delle Istituzioni da esso dipendenti, in quanto totalmente partecipati o controllati dal Comune;
- applicando agli organi delle società controllate dal Comune le disposizioni concernenti la parità di accesso previste da leggi e regolamenti vigenti;
- rendendo subito attuativi i contenuti della legge sopra citata e le nuove modifiche apportate allo Statuto e ai regolamenti comunali.


da Simone Pettirossi
Capogruppo consiliare Pd Assisi




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-06-2013 alle 03:04 sul giornale del 22 giugno 2013 - 897 letture

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