Quote rosa, il rammarico delle democratiche: ''La sentenza del Tar ci stupisce''

Quote rosa 2' di lettura 28/06/2013 - “Non possiamo non dirci amareggiate per il recente pronunciamento del Tar dell’Umbria che, di fatto, promuove la giunta di soli uomini del sindaco Ricci”. Così Stefania Fiorucci, portavoce delle Democratiche della provincia di Perugia, all’indomani del verdetto del tribunale amministrativo regionale relativamente alla composizione dell’esecutivo della città di San Francesco.

“Una sentenza che desta stupore – sostiene Fiorucci - perché in controtendenza rispetto a quanto sancito dai giudizi amministrativi di altre regioni (ad esempio del Lazio) e perché in contrasto con le normative costituzionali e nazionali sulla parità di genere”. “Rispetteremo, ovviamente, quanto sancito dai giudici umbri – ancora la portavoce – ma restiamo convinte che la presenza delle donne negli esecutivi è una questione di democrazia ed è garanzia di buon governo per le nostre città, perché quando le donne mettono al servizio della comunità i propri saperi, idee e competenze, le città sono più accoglienti e vivibili per tutti, più equa, più dinamica, efficace ed efficiente. Una convinzione sempre più diffusa e radicata nella società, rispecchiata da provvedimenti legislativi all’avanguardia (parità nei cda, ratifica della convenzione di Instanbul, legge 215), ma che fatica a consolidarsi ad Assisi, pure città della pace e dei diritti, luogo di cultura e sensibilità, terra di incontro e di inclusione, terra di così avanzate conquiste sociali e valoriali. escluda dal suo governo le donne. Ecco perché ci stupisce ancora di più l’atteggiamento del sindaco Ricci e ci rattrista profondamente la decisione del Tar”.

“Da tempo le Democratiche e il Pd – scrive ancora Fiorucci – sono impegnate per una cultura di parità, nella speranza che l’Italia si allinei al resto d’Europa in tema di diritti civili, cittadinanza e rappresentanza”. Qualche passo avanti è stato fatto. “E’ utile ricordare – si legge nella nota - che la parità di genere costituisce un obbligo di legge. Lo dicono la Costituzione e ben due decreti legislativi. Ora, dallo scorso novembre, la legge 215 del 2012, con l’intento di eliminare ogni ambiguità (ambiguo è il pronunciamento del Tar Umbria) e di fare finalmente chiarezza sulla questione parità, modifica alcune disposizioni del Testo Unico degli Enti Locali con l’intento di ‘garantire’ – e non più solo ‘promuovere’ – la presenza di entrambi i sessi nelle giunte e negli organi collegiali e non elettivi del comune, degli enti, aziende e istituzioni da essi dipendenti, a garanzia della parità di accesso delle donne e degli uomini alle cariche elettive”. “Continueremo – dunque - ad impegnarci affinché anche ad Assisi si faccia spazio alle donne, secondo quanto previsto dalla normativa vigente”. Anzi, “saremo attente a che l’amministrazione adegui, come previsto, statuto e regolamento ai principi della legge 215 del 2012”.


da Stefania Fiorucci
Democratiche della Provincia di Perugia




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-06-2013 alle 03:43 sul giornale del 28 giugno 2013 - 564 letture

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