'Assisi, Il Poverello patrono del business', la nuova inchiesta de Il Fatto Quotidiano

Assisi, basilica di San Francesco panorama 3' di lettura 25/09/2013 - Con un'ampia inchiesta a tutta pagina, il quotidiano nazionale “Il Fatto Quotidiano” punta nuovamente i riflettori sulla città serafica, denunciando il sistema di “business” in controtendenza rispetto al messaggio di povertà predicato da San Francesco d'Assisi e invocato dal Pontefice che, il prossimo 4 ottobre, visiterà Assisi.

Il lungo articolo - riportato integralmente in basso - lancia critiche feroci contro il sistema di accoglienza che caratterizza la città serafica, con case di accoglienza e strutture gestite da religiosi dove, scrive l'inviato de Il Fatto Alessandro Ferrucci, “la parola magica è offerta”.
Raccontando come anche la toilette pubblica sia a pagamento (con tanto di foto), l'inviato torna anche sulla controversa questione dei locali sottostanti la basilica di San Francesco, sulla cui proprietà è in corso una querelle legale sulla quale l'autore dell'articolo, intervistando il consigliere di Buongiorno Assisi Paolo Marcucci, getta ombre di presunti accordi elettorali tra frati e amministrazione comunale.

Non si è fatta attendere la replica a stretto giro del sindaco di Assisi, Claudio Ricci.
“I religiosi, le religiose e le famiglie francescane - scrive Ricci in una nota - sono un esempio di valori e accoglienza; lo Spirito di Assisi è una luce, per il dialogo nel mondo, grazie alla storia di Francesco, Chiara e di coloro che, ancora oggi, percorrono il cammino francescano.
Abbiamo letto (con profondo rammarico) un articolo (pubblicato su un quotidiano nazionale) totalmente distante dalla realtà, che tutti possono verificare, a cominciare dalla qualità dei restauri post sisma 1997 attraverso i quali sono state recuperate Basiliche, Cattedrali, Chiese, complessi religiosi, con valenza culturale, rimessi in luce utilizzando, in modo adeguato, anche le risorse pubbliche messe a disposizione (peraltro molti luoghi religiosi, veri musei d'arte, sono tutti accessibili liberamente e ad Assisi non é stata applicata la tassa di soggiorno).
Alcuni di questi luoghi religiosi, come sempre avvenuto, svolgono la loro missione anche accogliendo a basso costo persone e gruppi che, altrimenti, non avrebbero la possibilità di visitare i luoghi di Francesco d'Assisi e vivere una esperienza spirituale, culturale e di comunità. Occorre inoltre ricordare le tante opere di carità condivisa, svolte attraverso le Caritas, il sostegno agli ultimi, i servizi socio culturali, l'accoglienza di famiglie, bambini e ragazzi con asili, oratori e spazi per incontri. Anche le attività, che si potrebbero definire turistiche (a basso costo) e commerciali, vengono realizzate, con grande sobrietà e semplicità secondo le norme, e nel rispetto dei tributi dovuti, ma con la sola finalità di mantenere le strutture edilizie, sostenere opere di accoglienza, educative, sociali e di carità che, altrimenti, non potrebbero essere svolte.
Il Comune di Assisi, e quindi l'intera comunità, fruisce dei tanti sevizi religiosi, sociali e di promozione culturale e si sta impegnando per definire, in particolare con le due Basiliche Papali (San Francesco e Santa Maria degli Angeli), specifiche convenzioni (Foto, la firma con la Basilica di San Francesco) per una reciproca collaborazione chiarendo termini di proprietà e modalità di gestione di piazze e spazi comuni (peraltro nel citato spazio di accoglienza, che dovrebbe essere riqualificato sotto la piazza inferiore di San Francesco, la convenzione, con i frati minori conventuali, esclude attività commerciali e ristorative per consentire solo incontri e accoglienza).
Il noto quotidiano nazionale anziché criticare indebitamente i religiosi, le religiose e le famiglie francescane, avrebbe dovuto sottolineare la funzione sociale e culturale che viene svolta per la società. Anzi, soprattutto in questo complesso momento socio economico, le famiglie francescane sono un elemento di coesione sociale fondamentale.
Le inopportune critiche del solito quotidiano - conclude Ricci - svaniranno come lacrime nella pioggia mentre le opere di accoglienza e carità rimarranno nel cuore dei semplici dove ancora, il francescanesimo, sa costruire una vera speranza”.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-09-2013 alle 11:00 sul giornale del 26 settembre 2013 - 4559 letture

In questo articolo si parla di attualità, Raffaele Aristei

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