Papa Francesco all'Istituto Serafico, il commovente incontro con i disabili

Papa Francesco all'Istituto Serafico di Assisi 6' di lettura 04/10/2013 - “Siamo tra le piaghe di Gesù che devono essere ascoltate”. Lo ha detto papa Francesco parlando a braccio durante l'incontro nella chiesa dell'Istituto Serafico con i bambini disabili e ammalati ospiti della struttura.

Il Pontefice è partito alle 7 dall'eliporto in Vaticano ed è arrivato con circa 15 minuti d'anticipo sulla tabella di marcia, mettendo piedi ad Assisi gia' alle 7.30. All'atterraggio dell'elicottero bianco, nel campo sportivo dell'Istituto Serafico di Assisi, il papa è stato accolto dal presidente del Senato Piero Grasso, dalla presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini, dal Presidente della Provincia di Perugia Marco Vinicio Guasticchi, dall'ambasciatore d'Italia presso la Santa Sede Francesco Maria Greco, dal vescovo di Assisi monsignor Domenico Sorrentino, dal nunzio apostolico in Italia monsignor Adriano Bernardini, dal prefetto di Perugia Antonio Reppucci e dal sindaco di Assisi Claudio Ricci.

La pioggia non ha scoraggiato le migliaia di pellegrini che, al suo arrivo, hanno accolto il Santo Padre fra gli applausi, sventolando bandierine bianco-gialle. Prima del suo primo discorso, papa Francesco ha incontrato i disabili ospiti del centro. Con alcuni di loro si è soffermato a lungo, baciando, abbracciando e consolando i piccoli e gli infermi. Ad uno di loro, seduto su una carrozzella, ha benedetto la foto; lo ha carezzato a lungo ed ha parlato con gli infermieri e medici che assistono i bambini per chiedere come stavano procedendo le cure.

“Gesù - ha poi spiegato il Pontefice rivolgendosi ai presenti - è nascosto in queste piaghe, che hanno bisogno di essere ascoltate non tanto sui giornali, come notizia che dura uno, due, tre giorni e poi viene un altro fatto. Le piaghe di Gesù nei giovani disabili devono essere ascoltate da quelli che si dicono cristiani: un cristiano adora Gesù, lo cerca, riconosce le piaghe di Gesù e oggi tutti noi qui abbiamo la necessità di dire: queste piaghe devono essere ascoltate”.

“Questi ragazzi ogni giorno vengono accolti e, soprattutto, abbracciati. Anche le sue parole ci abbracciano come l'abbraccio di un padre che cerca di insegnare a noi figli la strada giusta”. Queste le parole del sindaco di Assisi Claudio Ricci, che poi ha aggiunto: “L'accompagneremo durante la giornata e verremo a salutarla alla conclusione quando Assisi non sarà più la stessa perché lei avrà donato nuove parole con le quali la città dovrà parlare all'umanità".


Il discorso della presidente Francesca Di Maolo

Dopo le parole del sindaco di Assisi, la presidente dell’Istituto ha pronunciato, con commossa emozione, il seguente discorso rivolto al Papa.
«Santo Padre,
l’accogliamo oggi con grande gioia, gratitudine ed emozione nell’Istituto Serafico di Assisi. Quest’opera, alle porte della città, incarna pienamente il messaggio di San Francesco che si aprì all’Amore dopo l’abbraccio con il lebbroso: l’uomo piagato, sofferente, emarginato.
L’Istituto si prende cura di bambini e ragazzi con disabilità plurima provenienti da tutto il territorio nazionale. E’ stato fondato da un frate francescano, il beato Ludovico da Casoria, il 17 settembre 1871, giorno memorabile in cui San Francesco ricevette le sacre stimmate, quelle stesse che nel pensiero del beato Ludovico si sarebbero prolungate fino a toccare gli ospiti del Serafico.
Qui ogni giorno questi nostri fratelli prigionieri del buio, del silenzio, dell’immobilità, affrontano con coraggio e forza le sfide della disabilità. In questo cammino sono sorretti dal sostegno degli operatori che svolgono il proprio servizio con grande professionalità e amore, perché decidere di lavorare al Serafico è prima di tutto una scelta di amore. I nostri ragazzi non conoscono la rassegnazione e ogni loro progresso, ogni autonomia conquistata, anche se piccola, è per noi un richiamo forte alla speranza, un inno di gratitudine alla vita.
Davanti alla loro sete di relazione, la loro richiesta di amore, di aiuto, di amicizia, mettiamo alla prova noi stessi, le nostre paure, la nostra capacità di accogliere. Accanto a loro ritroviamo i valori autentici della vita. Qui viviamo tra le piaghe di Gesù. Qui la caritas non è un dovere, ma un privilegio e un dono.
Questo luogo si chiama “Serafico”, proprio come l’ardore di Francesco: un amore infuocato, stimolante, creatore, che ci proietta aldilà di noi stessi verso i nostri fratelli sofferenti. E’ un’opera di misericordia, di promozione della vita, “un cantico di amore”, come amava definirla il suo fondatore.
Santo Padre, Lei oggi ha voluto iniziare il suo pellegrinaggio sulle orme di Francesco incontrando in questi ragazzi la carne di Cristo sofferente. Abbiamo la certezza che questa Sua visita potrà aiutarci ad affrontare con rinnovato entusiasmo il difficile contesto in cui viviamo. Auspichiamo che in questo periodo di forte crisi economica questi ragazzi senza voce non siano più considerati pietre di scarto e che le loro famiglie invisibili, troppo spesso offese dall’abbandono, non siano viste come un problema da affrontare, ma siano riconosciute come baluardi della vita, capaci di sostenere, curare, assistere, amare.
Abbiamo bisogno di essere guardati con occhi diversi. E’ in gioco la dignità e la vita dell’uomo delle quali tutti siamo responsabili e custodi. Nessuno può essere indifferente.
Santo Padre, Lei ha voluto abbracciare questi ragazzi, loro hanno cercato e atteso questo abbraccio: è una testimonianza di amore. E’ il dono che più di ogni altro attende di essere condiviso.
Santo Padre, invoco la sua benedizione per quest’opera, per i bambini e i ragazzi del Serafico, per le loro famiglie, per quanti qui prestano il proprio servizio e per quanti ci sostengono».
Regalo del Serafico al Santo Padre
Il regalo del Serafico al Santo Padre
Un regalo speciale a papa Francesco è quello donato dai bambini e dai ragazzi dell’Istituto Serafico (foto a destra). Come spiegato dalla presidente dell’Istituto ai microfoni di Radio Vaticana, i ragazzi hanno lavorato nei giorni scorsi nei laboratori della struttura per disegnare e plasmare la ceramica creando qualcosa di speciale per il Pontefice. Il tema? L'abbraccio, un contatto umano importantissimo per bambini e ragazzi “prigionieri nel buio, prigionieri della loro disabilità”, per i quali “poter entrare in contatto con l’altro diventa un’espressione di amore, un’espressione di fiducia, di sicurezza”.
In basso la foto del regalo consegnato al Pontefice.


Nelle foto in basso:
papa Francesco in visita all'Istituto Serafico (foto La Presse)









Questo è un articolo pubblicato il 04-10-2013 alle 12:43 sul giornale del 05 ottobre 2013 - 4006 letture

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