Israele e Terra Santa nei racconti di Gian Maria Turi, ospite della società Fortini

Darsana de Malchut 2' di lettura 12/12/2013 - E' in programma per venerdì 12 dicembre, alle ore 21, nella sede della società culturale Arnaldo Fortini a palazzo Vallemani, in via San Francesco ad Assisi, la presentazione del libro “Darśana de Malchut” di Gian Maria Turi.

Darśana de Malchut è una raccolta di brevi racconti uniti dal filo conduttore di otto anni vissuti in Israele, durante i quali l’amore per una donna diventa un vincolo spirituale, il territorio cattura come una calamita, certe amicizie muoiono e ne rinascono altre, la saggezza della Cabalà si dischiude per rivelare i suoi misteri, il conflitto israelo-palestinese minaccia da vicino, le necessità lavorative spingono prima verso l’edilizia segregazionista e poi la burocrazia… Un itinerario della memoria all’interno del quale la descrizione dei paesaggi è anche testimonianza storica, il confronto fra diverse civiltà ricchezza di testi filosofici, religiosi, poetici, l’elemento autobiografico riflessione sulle capacità e i limiti dell’uomo, sull’assurdità degli eventi, sul senso della propria vita e della vita in sé.
Ritrovarsi in Israele e in Terra Santa per le bizzarrie di un destino che con trucchi di bassa lega ci trasporta in giro per il mondo, può però valere una realizzazione spirituale inaspettata. È questo il segno di un percorso “spiritualmente quotidiano”, quasi un viaggio iniziatico, con le sue esaltazioni, i momenti inflattivi e le cadute, con l’iniziale adesione, ingenua forse ma inevitabile, all’autorità di un maestro cabalista, fino al suo necessario e liberatorio omicidio e all’assunzione piena delle responsabilità nelle proprie scelte e convinzioni: il processo di costruzione di un’etica che non sia proposizione di modelli di condotta, ma riflessione continua su di sé e sulla realtà circostante.
La vita in Israele è un’esperienza unica che continuamente fonde e confonde i piani del mondo e dello spirito, sensazione intensa e profonda che penetra, travolge e fa sentire quasi eletti, senz’altro diversi da chi vive altrove. È quello che succede in questo libro, dove racconto, storia, cronaca e insegnamenti cabalistici si mescolano in un impasto letterario che ha l'ambizione di raccontare per tableaux otto anni di vita vissuta e immaginata, di incontri, di lavoro, di ricerche spirituali e intellettuali che raccontano l'altra faccia della santità: quella cioè di chi nell’ascesa sembra fallire e precipitare, e si ritrova a fare i conti con una realtà desolata.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-12-2013 alle 03:13 sul giornale del 12 dicembre 2013 - 1177 letture

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