Bettona si tuffa nel jazz: concerto gratuito al museo della città

Jazz Stefano Senni 3' di lettura 27/12/2013 - Spazio al jazz. Torna, dopo anni di assenza, l’iniziativa “Bettona per l’Arte” che vede il museo della città come luogo privilegiato di incontro tra l’arte e la musica. Sabato 28 dicembre, alle ore 21, le sale accoglieranno le note raffinate di “Portrait in Jazz”.

Il concerto, organizzato dal Comune di Bettona e dalla società Sistema Museo, avrà come protagonisti tre musicisti noti nel panorama jazzistico internazionale: Alessandro Deledda al pianoforte, Stefano Senni al contrabbasso, Ferdinando Faraò alla batteria. L’ingresso allo spettacolo è gratuito. Per informazioni contattare il museo di Bettona tramite telefono (075 987347) o mail (bettona@sistemamuseo.it).
Alessandro Deledda è pianista, compositore ed arrangiatore di musiche per la televisione. Ha collaborato e suonato con jazzisti come Luca Aquino, Zlatko Kaucic, Tore Sandbakken, Adrian Miyr, Cosimo Lampis, Joe Porcaro, Andrea Massaria. Insegnante di pianoforte jazz, ha licenziato brani per tutto il mondo, con il suo disco “Conception and Contamination” edito dalla Warner Chappel music Italy e come produttore ed arrangiatore per altre etichette del calibro di Sony music, Universal, Emi, Wagram e tante altre.
Stefano Senni si è avvicinato allo studio del contrabbasso e della musica jazz nel 1992, dopo qualche periodo dedicato al basso elettrico (strumento che ha poi definitivamente abbandonato) e ha maturato sin dal principio una grande passione per la tradizione culturale afroamericana. Ha frequentato i Civici corsi di jazz di Milano e si è diplomato sotto la guida di Giorgio Azzolini, oltre a conseguire una laurea in Economia Aziendale. In seguito si è perfezionato privatamente con Rosario Bonaccorso e nel 1995 ha preso parte ad un workshop internazionale tenuto da Ray Brown. Attualmente insegna in varie accademie e svolge un' intensa attività concertistica in Italia e all'estero. Vanta apparizioni in vari circuiti televisivi e radiofonici. Le sue collaborazioni comprendono molti nomi fra i più prestigiosi del jazz italiano, oltre ad artisti internazionali come Tony Scott, Art Farmer, Benny Golson, Michelle Hendricks, Dusko Gojkovic, Franco Ambrosetti e Steve Ellington.
Ferdinando Faraò fa parte di una famiglia di noti jazzisti. E' fratello del pianista Antonio Faraò e cugino del pianista Massimo Faraò. Inizia la sua attività di jazzista nel 1979 al Capolinea di Milano. Nel corso degli anni seguenti ha modo di incontrare, conoscere e suonare con alcuni tra i più importanti jazzisti tra cui Lee Konitz, Enrico Rava, Paolo Fresu, Pietro Tonolo, Luigi Bonafede, Franco Cerri, Franco Ambrosetti, Franco D'andrea, Bob Mover, Larry Schneider, Charlie Mariano, Steve Swallow, Paul Jeffrey, Ralph Alessi, Bill Smith, Joe Fonda.
Attivo sia come sideman sia come leader ha registrato numerosi dischi segnalati dalla critica specializzata nazionale e internazionale. Ha tenuto, con diverse formazioni, concerti in Francia, Germania, Portogallo, Spagna, Slovenia, Giappone, Olanda, Malta, Scozia, India, Cina. Ha collaborato con l'associazione Artisti Senza Frontiere nell'ambito del progetto di Massimo Giuntoli "Piccoli atti di resistenza" dedicato agli artisti e ai cittadini di Sarajevo e fa parte del Collettivo Jazzisti Autogestiti Milanesi (CJAM).








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-12-2013 alle 15:48 sul giornale del 28 dicembre 2013 - 646 letture

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