A Capodacqua un presepe dedicato agli ultimi

Presepe profughi 2' di lettura 31/12/2013 - Continua fino al 6 gennaio la rappresentazione del “Natale fra i profughi”, il presepe allestito in piazza Santa Maria della Speranza a Capodacqua a cura della Pro loco. E’ il sesto anno che la Pro Loco di Capodacqua “Francesco Dattini”, in collaborazione con la parrocchia S. Apollinare, realizza un Presepe al di fuori dei modelli usuali, diverso dalla tradizionale rappresentazione della Natività di Gesù.

Nel 2008, infatti, Gesù nasceva tra gli incidenti per le strade; nel 2009 tra gli incidenti agricoli; nel 2010 nasceva tra gli incidenti nei cantieri edili; nel 2011 tra i drogati; nel 2012 tra i carcerati.
Quest’anno, invece, viene alla luce fra i profughi.
“I profughi - spiega la Pro loco in una nota - sono i poveracci, i senza difesa, i “non garantiti”. Sono i disperati, provenienti dal vicino Oriente e dall’Africa, che fuggono da paesi lacerati da conflitti sociali e afflitti dalla fame, da malattie e da guerre. Si affidano a loschi personaggi che li caricano su carrette del
mare per raggiungere le spiagge del Sud Italia, come Lampedusa, Crotone. Molti di questi disperati muoiono di fame o di sete nel deserto africano, altri vengono eliminati, gettati in mare da loschi traghettatori. Il Mare Nostrum, Mar Mediterraneo è diventato un cimitero.
Il Papa Francesco si è recato, come in pellegrinaggio, a Lampedusa, “cuore sofferente del Mediterraneo” «purtroppo per molti, troppi, una tomba» e, come gesto di pietà, per i poveri profughi annegati, ha gettato in mare un corona di fiori. Ha esortato a unire le forze per evitare che si ripetano simili tragedie: "Solo una decisa collaborazione di tutti può aiutare a prevenirle". Ha invitato tutti a "pregare insieme Dio per chi ha perso la vita: uomini, donne, bambini, per i loro familiari, per tutti i profughi".
Si calcola che finora oltre un milione di profughi sono fuggiti dalle loro terre ed hanno tentato di raggiungere l’Europa, alla ricerca di sicurezza, lavoro e tranquillità. A tutti questi nostri fratelli disperati il Bambinello Gesù porta amore e speranza.
Gesù stesso si riconosce nel profugo: “ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, profugo e mi avete accettato".
Il presepe, ad ingresso libero e gratuito, sarà visitabile fino al 6 gennaio.
Per ulteriori informazioni: 393.3059612 - 339.6100731 - 338.9234219.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 31-12-2013 alle 03:12 sul giornale del 31 dicembre 2013 - 894 letture

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