Bastia Umbra: reflui e ricorso Tar, il comitato ambientale: ''Tenuti all'oscuro per mesi''

Assisi panorama 4' di lettura 06/02/2014 - 4 Febbraio 2014, una data come tante altre per la città di Bastia, o no? Lo sciocco interrogativo sembra avere una risposta scontata ma non è così. Il 4 Febbraio scorso è infatti stato portato all’attenzione della piazza un fatto rilevante e di una portata tale da far tremare i polsi non solo agli addetti ai lavori (A.R.P.A. ecc.) ma anche a tutti i cittadini del comprensorio bastiolo-bettonese.

L’Amministrazione Comunale di Bastia, nell’ultima delibera di Giunta del 30 Gennaio 2014 ha confermato di essere parte in causa in un procedimento del T.A.R., a cui un’azienda agricola del comprensorio suddetto ha fatto ricorso, a causa di un DINIEGO allo sversamento di reflui zootecnici provenienti da allevamenti suinicoli nelle campagne di Costano.
I terreni oggetto del contendere, guarda caso, sono gli stessi terreni agricoli destinati ad un’agricoltura di pregio che erano stati “estratti a sorte” non più tardi di 2 anni fa, per ricevere in dono la famigerata centrale a biomasse di 999 Kw….. che fortuna eh!?
Noi del Comitato abbiamo subito concordato nel dire: «Ci risiamo, si riparte per una nuova “battaglia” o siamo tutelati dai regolamenti d’igiene comunale e/o regionale vigenti?». In prima istanza potremmo dire, senza essere né sfacciati né ottimisti, che il regolamento d’igiene comunale risulta essere chiaro e perentorio nel ribadire con forza la NON ammissibilità di sversamenti di reflui zootecnici nel territorio comunale. Ad adiuvandum, c’è anche la presa di posizione ufficiale del nostro sindaco che, nel rispondere il 18 Gennaio 2013 alle famose 10 domande del comitato, si impegnò in prima persona a collaborare con il comitato e a contrastare qualsivoglia tipo di sversamenti di reflui zootecnici provenienti da allevamenti e/o da centrali a biomasse nel nostro amato territorio.
Ma allora ci chiediamo: «Come mai, a fronte della chiarezza del regolamento e della posizione del sindaco, questa azienda agricola fa un ricorso al T.A.R.? Perché questa azienda agricola si sente privata di un suo DIRITTO?».
Non è banale cercare di comprendere le ragioni della “PARTE AVVERSA” e soprattutto non è banale farlo considerando lo sviluppo temporale della vicenda da quel lontano Novembre 2013 ad oggi. Già, perché il comunicato dell’Amministrazione Comunale dato in pasto alla stampa, parlava di un ricorso al T.A.R. datato Novembre 2013 a fronte di un diniego PRECEDENTE (a quando non ci è ancora dato sapere) formalizzato sempre dalla nostra Amministrazione. Sviluppando temporalmente i fatti si intuisce allora che qualcosa di non molto cristallino c’è. I nonni dicevano che “a pensar male si fa torto ma spesso ci si azzecca!” e questa vicenda, proprio per la sua poca chiarezza, non vorrei nasconda delle sorprese inaspettate confermando così il mal augurante detto popolare.
Non è strano che la nostra Amministrazione non abbia mai accennato ad alcunché ai cittadini o al Comitato per la Difesa dell’Ambiente di Costano dallo scorso Novembre ad oggi? Non è un comportamento strano questo, considerando che il Comitato, oltre che battersi per la non edificazione della centrale a biogas, è stato sempre “in prima linea” per la stesura di regole chiare, INEQUIVOCABILI e BLINDATE per la salvaguardia dei terreni di TUTTO il comune di Bastia da sversamenti di reflui zootecnici? Come mai è stato tenuto tutto “sotto traccia”? Come mai il Comitato è stato informato SOLO Venerdì 31 Gennaio 2014 alle h 14:09 relativamente ad un ricorso al T.A.R.? I silenzi della nostra amministrazione durati 3 mesi (o più?) che cosa nascondono?
Nonostante tutta la disponibilità offerta dal Comitato, questa è la COLLABORAZIONE con cui viene ricambiato?
Magari, ma questa è solo un’ipotesi, se fossimo stati coinvolti “per tempo” avremmo potuto studiare un po’ meglio gli ATTI (richiesti ufficialmente in data 4 Febbraio 2014) e SENSIBILIZZARE LA CITTADINANZA su un problema che, non smetterò mai di dire, RIGUARDA TUTTI!
Perché non permettere ai cittadini di essere protagonisti e manifestare il loro disappunto? La LIBERTÀ È PARTECIPAZIONE, cantava Gaber nel lontano 1972, ma (ahimè) devo constatare che, per certi personaggi molto potenti ed inseriti nel tessuto sociale costanese e bastiolo, questo DIRITTO fa più paura di un semplice REGOLAMENTO COMUNALE!
La vicenda spero si risolva positivamente così come è avvenuto per l’ “affaire” biogas. Purtroppo però devo prendere atto con non poca amarezza che non si è imparato nulla dagli errori passati: SI PERSISTE NEL CONSIDERARE I CITTADINI UN OSTACOLO E NON UNA RISORSA.
Noi ci siamo e questa volta andremo fino in fondo alla vicenda perché di DISASTRI AMBIENTALI Bastia, ed in particolare Costano, ne sta subendo ancora le conseguenze: ADESSO BASTA! NO GRAZIE, ABBIAMO GIÀ DATO!


Nella foto:
un terreno del territorio di Costano


da Antonio Cavarai
Presidente comitato per la difesa dell'ambiente (Costano)





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-02-2014 alle 18:14 sul giornale del 07 febbraio 2014 - 1037 letture

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