Costruzione in via Raffaello, la replica della cittadina: ''Un pugno nello stomaco''

Edificio via Raffaello 3' di lettura 01/02/2014 - Nessuna lamentela né dubbi sulle autorizzazioni, solo una constatazione sull’aspetto di un edificio che rappresenta un “pugno nello stomaco”: la signora Sorbo, autrice del primo contributo sulla nuova costruzione in via Raffaello a Santa Maria degli Angeli, replica alla lettera del sindaco puntualizzando quanto segue.

«La presente per ringraziarLa, Signor Sindaco, di non aver cestinato la mia lettera in ordine alla nota costruzione in via Raffaello - S.M. degli Angeli, e di aver replicato con la sua del 17 c.m.. Mi perdoni se insisto, ma l'idea che non ci fossero state le debite autorizzazioni non mi ha sfiorato neppure per un momento, ci mancherebbe altro. Anche perché durante tutta l'estate e tuttora abbiamo sopportato un via vai di automezzi di tutti i tipi che hanno rumoreggiato e alzato nuvoloni di polvere come se tutto intorno fosse aperta campagna e non mi risulta che qualcuno si sia lamentato, in quanto la speranza era quella che senz'altro avremmo visto realizzata una struttura che di certo non sarebbe stata peggiore di quella già esistente.
E, invece, che cosa ti ritrovi? Una costruzione che, e la invito a venirla a vedere se non l'ha già fatto, quando ci volgi lo sguardo, di rimando, ti arriva un pugno nello stomaco, questa è la sensazione che si avverte.
Mi si dice che non essendo andato a buon fine il progetto originale a causa di un contenzionso legale tra i diversi proprietari, una catena di supermercati ha acquistato l'area e gli è stato rilasciato un nuovo permesso a costruire il 16.1.2013. Ma queste catene di supermercati le dobbiamo paragonare a calate di nuovi barbari che ci stanno invadendo senza combattere?
Mi si dice poi che l'area dove tutto ciò sta avvenendo è fuori dagli ambiti di protezione siti UNESCO e quindi tutto è concesso? Mi perdoni ancora, ma senza scomodare l'Unesco, non ci sono: la nostra Costituzione, le numerose Leggi, le sentenze della Corte Costituzionale, la Convenzione europea, tutte a tutela del paesaggio e quindi del territorio? Ma se il risultato è questo, vuol dire che non le abbiamo fatte nostre culturalmente e questo oltre che doloroso è molto preoccupante; del resto, ritengo da tempo ormai che il problema più grave che ha l'intero paese è quello culturale, ma chissà che non debba perdere tutte le speranze e assistere ad un risveglio delle coscienze, visto che la città di Perugia insieme ad Assisi è proprio tra le cinque candidate a capitale europea della cultura.
Mi si dice infine che l'altezza della ripetuta struttura è inferiore a quella delle costruzioni circostanti e quindi, per godere del panorama di Assisi basta che saliamo sui tetti?
Nel ribadirLe che simili brutture sono una vergogna per tutti quelli che amano, e sono tanti, questi luoghi, la saluto con la speranza che uno sviluppo urbanistico come questo non sia più consentito da parte delle autorità preposte alla salvaguardia del paesaggio».





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-02-2014 alle 03:04 sul giornale del 07 febbraio 2014 - 1710 letture

In questo articolo si parla di attualità, urbanistica, assisi, santa maria degli angeli

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