Salvare le galline di antiche razze: ecco il progetto salva-chiocce della Mignini e Petrini

Galline 2' di lettura 27/02/2014 - Le galline di oggi non covano più, e hanno dimenticato il ruolo di chioccia che per 21 giorni si prende cura dei piccoli, i pulcini. Il loro mestiere è fare le uova, e farne sempre di più per dare reddito. A tentare invece un allevamento coi tempi secondo natura è un progetto nato in Umbria, nei pressi di Assisi, quattro anni fa.


Si chiama "Allevare Come Una Volta' (Acuv) e mira al recupero e diffusione delle razze di polli d'antan, messe da parte negli allevamenti industriali a partire dagli anni Sessanta.

Oggi vanno per la maggiore polli dall'accrescimento rapido e con un petto così abbondante da poter essere fatto a fette. Sono oltre 70 le razze di polli che un tempo razzolavano nell'aia e nelle corti rurali. "Specie interessanti per la loro rusticità, resistenza alle malattie, eccellente qualità delle carni, tipicità regionale, bellezza e varietà del piumaggio; ed in più covano le uova" sottolinea il capo progetto Acuv Ennio Passero. Per recuperare questo patrimonio di biodiversità a due zampe, in Umbria la Mignini&Petrini Spa di Petrignano d'Assisi ha dato vita a questo progetto culturale, "una sorta di mecenatismo paragonabile al restauro di un affresco locale e al recupero del vitigno Sagrantino - dice Passero - ma teso a rilanciare l'allevamento dei polli di razza a lento accrescimento fornendo a piccoli allevatori e agriturismo anche informazioni su mangiatoie e gabbie. Il tutto recuperando la storia di queste razze d'epoca, e la ricca tradizione gastronomica. Sono sapori dimenticati, e carni non stoppose - sottolinea - tipicamente cotte allo spiedo nel focolare".
In una sorta di "arca" sono custodite, presso la Fattoria Mignini, circa 450 galline riproduttrici di tre razze tra le più interessanti per produrre carne ed uova: Gigante Nero d'Italia, Italiana Barrata, e Robusta Lionata. "Le abbiamo selezionate - spiega - dopo un giro per l'Italia alla ricerca delle antiche razze di polli tra chi colleziona esemplari, spesso ornamentali, per partecipare a concorsi e fiere. Abbiamo messo a punto un 'Metodo di allevamento' che garantisce ai polli benessere e una crescita secondo natura, prevedendone l'accesso al pascolo per un periodo pari ad almeno il 50% della vita animale e assicurando 10 mq di superficie/capo. Il nostro "Programma Alimentare" soddisfa a pieno i fabbisogni alimentari dei polli e li fa crescere secondo natura e senza fretta. E di ogni razza ritrovata abbiamo ricostruito la storia: il Gigante Nero d'Italia ad esempio ha la piuma ideale per il cappello da bersagliere, e il colore e la stazza furono un omaggio degli allevatori a Mussolini".


(La notizia è pubblicata dall’agenzia Ansa)





Questo è un articolo pubblicato il 27-02-2014 alle 02:18 sul giornale del 27 febbraio 2014 - 2332 letture

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