Giudice di pace, Ricci e Massucci: ''Polemiche strumentali''

Giudice di pace 4' di lettura 15/03/2014 - Critiche rispedite convintamente al mittente quelle del consigliere comunale Giorgio Bartolini, alle quali il sindaco Claudio Ricci e l’assessore al bilancio Moreno Massucci replicano chiarendo che la battaglia per il mantenimento del giudice di pace di Assisi, a rischio chiusura da parte del Governo, è ancora aperta.

“L'opposizione sempre contro (come fa un ex amministratore) - scrive Ricci in una nota- porta bene per raggiungere più risultati. Facciamo tre esempi.
Sulla candidatura Perugia, Assisi e Umbria, a capitale europea della cultura, hanno criticato per anni sperando nella disfatta risultato: un grande successo e, delle 21 candidate ufficiali, Assisi é entra in finale a 6 per il titolo (potendo anche fluire dei benefici della legge Italia 2019 in itinete).
Secondo esempio: per anni, invece di partecipare alle manifestazioni di sostegno, hanno strumentalizzato la chiusura del corso di laurea sul turismo per andare contro l'amministrazione comunale; risultato: il nuovo Rettore ha deciso di riavviare la progettazione dei corsi universitari sul turismo che verranno attivati dai prossimi anni accademici.
Terzo esempio: per anni hanno criticato coloro che manifestavano contro la chiusura del punto nascita all'ospedale di Assisi; risultato: il punto nascita é ancora aperto.
Per quanto attiene all'Ufficio del Giudice di Pace di Assisi non sanno (eppure la proposta é stata approvata dal Consiglio Comunale) che i Comuni inclusi in questa prima lista di sedi, tenute aperte, si dovranno accollare tutti i costi anche quelli del personale (con un aumento degli oneri di gestione poco sostenibile per le tenuta dei bilancio comunali e che porterebbero ad un aumento delle tasse).
Il Comune di Assisi saggiamente, per non aumentare le tasse ai cittadini (siamo grati all'Assessore Moreno Massucci), ha optato per la seconda possibilità: quella di rientrare in quegli Uffici del Giudice di Pace che saranno tenuti aperti senza accollare sul Comune i costi del personale (ma solo quelli di gestione della struttura). Ancora una volta l'opposizione con le sue critiche strumentali porta bene per raggiungere i migliori risultati: sono doverosi i ringraziamenti con gli inviti alle prossime inaugurazioni”.
“Come nel film del regista Fred Zinnemann, "Il giorno dello sciacallo" - afferma in un’altra nota l’assessore Massucci -, si susseguono, soprattutto in questi tempi di crisi, i momenti in cui si inserisce la facile speculazione e retorica politica del consigliere di minoranza Giorgio Bartolini, che, con la rabbia in corpo di chi, a distanza di anni, non riesce ancora a farsi una ragione della propria sconfitta, cavalca ogni situazione per fare demagogia di basso profilo.
È il caso della paventata soppressione dell'Ufficio del Giudice di Pace con sede a Santa Maria degli Angeli, a seguito della riforma delle circoscrizioni giudiziarie, per il mantenimento del quale il Comune di Assisi, insieme ai Comuni di Bastia Umbra, Bettona e Valfabbrica, si è dichiarato da tempo, nella istanza ufficiale al Ministro di Grazia e Giustizia, disponibile a far fronte a tutte le spese logistiche (affitto dei locali, utenze, arredi, costi di esercizio amministrativo ecc.), ad esclusione degli stipendi del personale che richiederebbero un livello di tassazione molto elevato. Disponibilità che il ministro Cancellieri aveva accolto favorevolmente.
Il decreto firmato dal neo-ministro di Grazia e Giustizia, Andrea Orlando, che prevede il mantenimento di 285 uffici, tra i quali non sarebbe quello di Assisi, ma alcuni di località anche più piccole (sicuramente meno importanti e con meno procedimenti), anzitutto non è ancora un pronunciamento definitivo e già si sono fatti ulteriori interventi nelle sedi opportune per un ravvedimento che è auspicabile e ancora possibile.
Poi, la polemica strumentale del consigliere Bartolini, allorché sottolinea l'aspetto del mantenimento di uffici di centri minori (che si sono assunti il carico dei relativi costi delle sedi autonome), non affronta e soprattutto non chiarisce che, un conto è sostenere l'onere del personale di uffici che, in un anno, non raggiungono in totale il numero di 50 procedimenti giudiziari (Castiglione del Lago, Norcia, Città della Pieve, ecc.), un altro è sostenere il carico retributivo di un ufficio, come quello di Assisi, che in un anno registra: 1300 decreti ingiuntivi, 400 cause civili e 150 cause penali”.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-03-2014 alle 02:44 sul giornale del 15 marzo 2014 - 788 letture

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