Assisi ospita frammenti del muro di Berlino per dire 'Basta alle guerre'

Muro di Berlino 3' di lettura 18/04/2014 - “Grazie, Assisi, per essere la prima città in Italia a dedicarsi quest'anno ad un tema della storia più recente che ha comportato per noi tutti cambiamenti così fondamentali”. Con questo indirizzo di saluto l’ambasciatore della Repubblica Federale di Germania in Italia Reinhard Schefers, presente alla cerimonia di inaugurazione della mostra “No more walls, no more wars” a palazzo Monte Frumentario, ha ringraziato la città serafica per aver portato frammenti di muro in questa capitale del dialogo.

La mostra ospita 48 frammenti originali del muro di Berlino (a 25 anni dalla caduta nel 1989) decorati da altrettanti artisti internazionali che, per la prima volta il Italia, dà luogo ad una esposizione di lungo periodo che palazzo Monte Frumentario ospiterà sino al 10 settembre 2014.
L'iniziativa, a cura di Zeno Zocceddu, di respiro europeo in linea con la candidatura di Perugia, Assisi e Umbria a capitale europea della cultura 2019, ha determinato la partecipazione di Alessando Campi (politologo e sociologo), Michael Guttman (presidente della fondazione Guttman che ha reso possibile l'iniziativa) e l'Ambasciatore della Repubblica Federale di Germania Reinhard Schafers, ricevuto in Comune prima dell'inaugurazione della mostra dal sindaco della città Claudio Ricci.
Il relatore dell'evento, il prof. Alessandro Campi, storico e politologo, ha anch'egli sottolineato l'importanza di questa mostra nel 25esimo anniversario della caduta del muro di Berlino. “Una mostra, questa di Assisi, quanto mai significativa e di grande valenza didattica, perché i giovani, che non hanno vissuto quegli anni della guerra fredda, sappiano cosa ha significato quel muro e la sua caduta nel 1989, una svolta epocale per la storia mondiale che chiuse l'era della divisione del mondo in due blocchi, spalancando la porta ad una nuova epoca”.
Il diplomatico tedesco gli ha soggiunto: "Se quest'anno celebriamo con gioia il 25esimo anniversario della caduta del muro di Berlino, non possiamo sottacere gli altri due anniversari di quest'anno: 100 anni fa la prima guerra mondiale, la catastrofe originaria del 20 secolo e 75 anni da la seconda guerra mondiale scatenata dalla Germania nazista con le sue devastanti conseguenze, soprattutto anche per l'Italia. Mi riferisco ad esempio alle atrocità perpetrate dalle SS e dalla Wehrmatch durante la loro ritirata dall'Italia negli anni 1943/44. Una retrospettiva del 20 secolo insegna soprattutto a noi tedeschi che la riunificazione tedesca e quindi europea, andata di pari passo con la caduta del muro, ha rappresentato una grande fortuna.
Nelle settimane scorse si è parlato sovente di una seconda guerra fredda, conclusasi in realtà con la caduta del muro di Berlino. “No more walls, no more wars” è un motto che deve valere proprio anche in questi momenti di crisi. Un moto che deve essere rispettato da tutti, senza compromessi, ma, nel contempo, i valori europei ci impongono anche di risolvere i conflitti con tutti i mezzi diplomatici e pacifici possibili. Noi, soprattutto noi tedeschi ed italiani, non vogliamo una nuova divisione dell'Europa. La caduta del muro non ha portato solo alla riunificazione della Germania, ma ha anche rappresentato il bing bang della globalizzazione che da tempo ha investito tutte le sfere del mondo”. Ed infine un messaggio di speranza: “Noi ci adoperiamo per una evoluzione dell'unificazione europea. Con la crisi l'Europa è diventata anche più resistente e sa affermarsi meglio nel mondo globale”.
Il presidente della Fondazione Perugiassisi, Bruno Bracalente, ha espresso la sua soddisfazione di vedere incluso nell'agenda degli eventi per Perugia Assisi capitale europea della cultura questo appuntamento di Assisi con l'arte e la storia, di stampo chiaramente europeistico.
La mostra rimarrà aperta tutti i giorni dalle 10.00 alle 19.30.


Nella fotogallery:
alcuni scatti dall’espozione di palazzo Monte Frumentario. Le foto, concesse per la pubblicazione, sono a cura di Flavia Pagliochini.







Questo è un articolo pubblicato il 18-04-2014 alle 02:34 sul giornale del 18 aprile 2014 - 1014 letture

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