Varchi elettronici, Romoli è con Lunghi: ''Liberiamo il centro storico dalle auto''

Edo Romoli 07/05/2014 - Dopo le dure proteste della Confcommercio di Assisi contro la chiusura al traffico dei centri storici di Assisi e Santa Maria degli Angeli, l’ex sindaco di Assisi Edo Romoli si schiera a favore dei provvedimenti del vicesindaco Antonio Lunghi sferrando un duro attacco ai commercianti annunciando l’intenzione di coinvolgere il Ministero dei Beni culturali. La sua posizione in una lettera aperta, pubblicata sulle colonne del Corriere dell’Umbria, che integralmente qui di seguito.

“Caro vicesindaco, ti scrivo queste poche righe dopo essere tornato sconvolto dalla rituale passeggiata (lunedì 21 aprile) con mia moglie nel centro storico di Assisi. Comunque, preliminarmente, per la stima che ho nei tuoi confronti, voglio esprimerti la mia solidarietà contro le “aggressioni” incivili ricevute da parte di alcuni commercianti che ritengono di essere i padroni della città.
Le tue iniziative per una rigorosa organizzazione del traffico e della sosta in Assisi ed in Santa Maria degli Angeli (varchi elettronici, pedonalizzazione assi urbani, sosta differenziata e piazze prestigiose restituite alla godibilità di residenti e turisti), sono corrette e tecnicamente ineccepibili, fondamentali, tra l’altro, per promuovere Assisi tra le città d’arte che in Italia e nel mondo, compiono ogni sforzo nella direzione della salvaguardia e valorizzazione dei beni culturali e dell’intero patrimonio architettonico innalzando la soglia della qualità della vita di residenti e turisti!
Oggi in tutti i centri storici europei, grandi e piccoli, si contano più rastrelliere per le bici e meno stalli per la sosta: un esempio di grande civiltà. Nel centro storico di Assisi, la sosta e il transito devono essere consentiti ai residenti, mentre ai turisti va data la possibilità di raggiungere le strutture alberghiere con l’obbligo di utilizzare i parcheggi satellitari per la sosta lunga, che raggiungono Assisi per contemplare e respirare il fascino di un centro storico unico al mondo da godere passo dopo passo e non per essere costretti a slalom tra auto, moto strombazzanti e vetrine dei negozi (fortunatamente non tutti) che suscitano indignazione e vergogna. Il regolamento dell’arredo urbano va ricondotto al testo approvato nel 1988 che rappresenta ancora oggi un lucido esempio di qualificazione urbanistica e commerciale.
Caro vicesindaco, non farti spaventare dalle sterili e vuote proteste portate avanti sempre dagli stessi: non vogliono bene ad Assisi, vogliono solo “usare” Assisi, la sua storia e la sua spiritualità. Nel 1988 reclamavano, strumentalmente, la costruzione di altri parcheggi prima di chiudere il centro storico: nel corso degli ultimi anni ne sono stati costruiti ben quattro per iniziativa delle amministrazioni comunali e di imprenditori meritevoli di apprezzamento per lo sforzo finanziario compiuto e, nonostante ciò, pretendono, con arroganza, la politica del rinvio. Tra l’altro, mi sembra giusto ricordare a tutti che gli investimenti per la realizzazione dei parcheggi avevano come precondizione l’attuazione di una corretta politica del traffico che organizzasse una mobilità sostenibile, impedisse la sosta selvaggia e giustificasse le risorse impiegate.
Non può essere questo il biglietto da visita della città di Assisi che, insieme a Perugia, concorre per essere proclamata capitale europea della cultura! Ti ricordo che sino ad oggi, in Assisi, città della solidarietà e della fratellanza, non esistono collegamenti pubblici che consentano ai turisti e ai pellegrini meno abbienti di raggiungere San Damiano e l’Eremo delle Carceri! Perché?
E’ incredibile quello che sta avvenendo. La raccolta di firme a favore dei provvedimenti proposti adesso la promuoverò io insieme a tanti cittadini che amano veramente Assisi, chiedendo sostegno alla sezione assisiate di Italia NOstra e l’intervento del Ministro dei Beni culturali Dario Franceschini”.





Questo è un articolo pubblicato il 07-05-2014 alle 12:07 sul giornale del 09 maggio 2014 - 1647 letture

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salmastro

08 maggio, 12:15
Come di consueto queste posizioni sono assunte da chi non abita in Assisi o meglio ancora non è un assisano come il Sig. Romoli con sindaco e vice al seguito. Noi viviamo qui e non non veniamo a fare "la rituale passeggiata del lunedì". N'è?

lucamichele

08 maggio, 16:06
Quella delle bici in Assisi è davvero una trovata geniale! potremmo istituire anche un bel Gran Premio della Montagna! Mica siamo a Petrignano.

Pino Antonelli

09 maggio, 08:44
La chiusura dei centri storici ai non residenti, è cosa normale in tutta Europa. Questo, non solo per motivi estetici, ma anche pratici, per es., i danni che il traffico automobilistico crea ai monumenti. Circa i parcheggi, ad Assisi ce ne sono a sufficienza; peccato però, che pratichino costi da rapina. Aggiungiamo anche che i mezzi di trasporto pubblici sono insufficienti e che il traffico, nelle ore consentite, è limitato da chiusure cervellotiche (la città è spaccata in due con la piazza chiusa). Inoltre, per la chiusura dello stesso traffico, i varchi elettronici sono una spesa eccessiva. Ben venga la chiusura del traffico senza però, penalizzare i cittadini che hanno la sventura di abitare nella zona nuova e i residenti dentro le mura che, tra manifestazioni, visite e quant'altro, vivono in situazioni caotiche per buona parte dell'anno. Il tutto sembra concludersi come la storia dei Check Point il cui risultato è vedere autobus scaricare i turisti sulla curva del parcheggio di piazza nova.