Assisi piange la scomparsa di Sergio Piazzoli

Sergio Piazzoli 5' di lettura 11/06/2014 - Nella giornata di mercoledì 11 giugno è morto Sergio Piazzoli, uno dei principali organizzatori degli eventi culturali umbri. La notizia, rimbalzata su tutte le principali piattaforme di informazione, ha sconvolto non solo gli amici ma anche tutta l'Umbria, a cui Piazzoli aveva dato molto.

Piazzoli è stato colto da malore ed è morto in ambulanza, in una disperata corsa verso l’ospedale, per un arresto cardiocircolatorio. Le cause della morte saranno comunque chiarite dall’autopsia che sarà eseguita giovedì mattina.
Anche da Assisi sono molti i messaggi di cordoglio per la scomparsa di Piazzoli, che con la città serafica aveva un profondo legame.
“Sergio - si legge nella nota della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi - era una persona umile, gentile, fraterna e francescana nell'animo. I frati di Assisi hanno avuto più volte modo di lavorare con lui apprezzando la sua determinazione, la sua professionalità e la sua arte. Ricordiamo ancora quando accompagnò ad Assisi Bruce Springsteen e Patti Smith per una visita alla Basilica di San Francesco, nel corso della quale, le due rockstar americane, si raccolsero in preghiera davanti alla tomba del Santo, un momento di grande partecipazione emotiva che non dimenticheranno facilmente. I frati di Assisi ricordano Sergio nella loro preghiera a San Francesco”.
“Molti come me - scrive il sindaco di Assisi Claudio Ricci - quando hanno appreso che Sergio Piazzoli ha lasciato la musica terrena per ascendere a più alte armonie, hanno pianto per aver perso un amico e l'uomo dei sogni e delle speranze.
Tanti di noi hanno sognato e sperato, partecipando ai suoi concerti, molti hanno incontrato la persona della propria vita, altri hanno conosciuto artisti, vissuto emozioni insieme e fabbricato ricordi per loro stessi, per gli altri e per le loro città.
E' stato un pioniere per la musica italiana ed ha lavorato sempre mettendo al primo posto, oltre che gli ottimi risultati manageriali, la passione per la musica, la generosità verso tutti noi, la forza di credere che, con le risonanze interiori generate dalla musica, si può sempre costruire una via di luce e speranza.
Oltre che la sua lungimirante professionalità di organizzatore e promotore culturale ci rimarranno, per sempre nel ricordo, i suoi occhi, di autentica sincerità, e il suo sorriso, amichevole e generoso, segno di un cuore grande che ora palpiterà per sempre negli spazi cosmici avvolti dalla musica celestiale.
Ciao Sergio e Grazie”.
Anche la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, ha diffuso una lunga nota di cordoglio per ricordare l'amico Sergio Piazzoli. “Lui - afferma la governatrice - era la musica. Tutta la sua vita è stata musica. La sua morte, così tragica ed improvvisa, provoca in me un sentimento di sgomento, un dolore profondo, difficile da raccontare, come è ogni dolore che ci avvolge quando si perde una persona molto cara. E Sergio era una persona molto cara per tantissimi perugini ed umbri.
Pensare ora che Sergio Piazzoli sia morto è un pensiero che fa a cazzotti con la sua straordinaria, immensa forza che la sua vita ha sempre comunicato, contagiando chiunque veniva a contatto con lui. In questo momento così triste voglio partecipare il mio cordoglio personale e quello di tutta la Giunta regionale alla sua compagna Patrizia ed ai suo familiari, trasmettendo loro la nostra più affettuosa vicinanza.
L’ho conosciuto molti anni fa e rimasi colpita dalla creatività di Sergio Piazzoli, dalla sua enorme capacità di coinvolgere gli altri nei suoi progetti di eventi che volevano diffondere la musica perché attraverso essa – questo era il suo intimo convincimento, il leitmotiv della sua vita di “mestierante dello spettacolo”, come amava definirsi – si produceva cultura e producendo cultura si muoveva l’economia. Insomma amava lo spettacolo non fine a se stesso, bensì quale veicolo che conteneva in sé la visione di un mondo di pace e di conoscenza.
Una visione della cultura che Sergio non ha mai voluto abbandonare, anche in tempi difficili quando c’era chi nel nostro Paese teorizzava che “con la cultura non si mangiava”. La storia della sua vita è la più grande prova del contrario di quell’assunto che non abbiamo mai voluto condividere. Soprattutto qui, in Umbria, a Perugia.
La sua vita è stata una “fucina”, dalla quale sono nati eventi che hanno segnato la storia musicale e culturale della sua città, Perugia, e di tutta la nostra regione. Ricordiamo il suo sfrenato orgoglio quando riportò ad Umbria Jazz il mitico gruppo musicale americano dei REM che lui stesso aveva portato per la prima volta, venti anni prima, a Rockin’Umbria. Sarebbe lunghissimo l’elenco dei grandi artisti che Sergio è riuscito a portare da noi, da Bruce Springsteen a Bod Dylan, a Patty Smith, da Vasco Rossi a Vinicio Capossela, suo grande amico. E voglio anche ricordare il suo ruolo in Umbria Jazz, evento cui ha offerto la sua preziosa collaborazione. E la fondazione della sua impresa, Musical Box Eventi. Fino all’ultima sua creatura, Music for Sunset.
Spesso, di recente, con lui discutevamo della necessità di dare a Perugia un luogo degno e adeguato, un auditorium, per celebrare la grande musica. Era il suo vero cruccio il pensiero che la città ancora non avesse il suo “palazzo della musica”.
Ebbene, dobbiamo considerare questo l’impegno che ciascuno di noi, che abbiamo responsabilità di governo a vari livelli, deve saper onorare per ricordare la figura di Sergio Piazzoli: dare a Perugia il suo auditorium!”.





Questo è un articolo pubblicato il 11-06-2014 alle 22:02 sul giornale del 12 giugno 2014 - 1115 letture

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