Bastia Umbra: tifoso violento ai domiciliari, ''Non volevo ferire né uccidere''

Stadio comunale Bastia Umbra 1' di lettura 19/07/2014 - Sono stati concessi gli arresti domiciliari al tifoso del Bastia di 27 anni arrestato a seguito dell'aggressione ad un tifoso folignate nel corso dei tafferugli del 6 aprile fuori dallo stadio comunale di Bastia Umbra.

Nella maxi rissa fra tifoserie l’ultrà del Foligno era rimasto gravemente ferito dopo essere stato colpito alla testa da un sasso, secondo gli inquirenti scagliato proprio dal tifoso bastiolo arrestato e accusato per il gesto di tentato omicidio.
Dopo alcuni giorni di reclusione nel carcere perugino di Capanne, il gip di Perugia ha accolto la richiesta dei domiciliari inoltrata dai difensori del giovane, gli avvocati Luca Maori e Delfo Berretti, i quali si sono detti soddisfatti della decisione.
"Il nostro assistito - ha dichiarato l'avvocato Maori - nega di avere volontariamente lanciato la pietra contro l'altro tifoso. E' stato colpito da un sasso e lo ha ritirato indietro senza accorgersi di avere ferito qualcuno".
Secondo quanto riferito dal Corriere dell’Umbria, durante l’interrogatorio il giovane ha affermato che si è trattato di un “gesto irrazionale e immotivato. Non volevo ferire, né tantomeno uccidere”, ha anche affermato in lacrime il giovane, che si è dichiarato “arcipentito, nella maniera più assoluta”. Inoltre non saprebbe se il folignate che per giorni ha lottato tra la vita e la morte sia stato colpito proprio dal suo sasso; con lui, comunque, non avrebbe mai intrattenuto rapporti: “Mai conosciuto, né visto”.





Questo è un articolo pubblicato il 19-07-2014 alle 16:19 sul giornale del 21 luglio 2014 - 767 letture

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