Semina chiodi per bucare le gomme delle auto dei 'rivali': denunciato cacciatore assisano

Chiodi cacciatore 2' di lettura 26/08/2014 - Avrebbe bucato per anni le gomme delle auto di cacciatori e ricercatori di tartufi, ma anche di semplici cittadini, in transito nella riserva faunistica di San Gregorio. Per questo un cacciatore del posto, originario di Assisi, è stato denunciato dalla polizia per danneggiamento aggravato.

Numerose le denunce e segnalazioni che, nel corso degli anni, erano pervenute al comando di polizia di Assisi coordinato dal commissario capo Francesca Di Luca. L’uomo, infatti, era diventato un vero e proprio incubo per chi parcheggiava o transitava nella zona, consapevole che con ogni probabilità avrebbe ritrovato la propria vettura danneggiata, con le gomme bucate o addirittura, in alcuni casi, con l’impianto frenante in avaria.
Il modus operandi era sempre lo stesso: l’uomo utilizzava enormi chiodi da carpentiere lunghi all’incirca dieci centimetri, opportunamente termosaldati tra loro a formare dei veri e propri marchingegni buca-pneumatici a forma di “L” o di croce. Talvolta i chiodi venivano piantati e disposti infila su tavolette di legno, abilmente posizionate così da non essere viste dagli automobilisti in transito sulle strade.
Un marchio di fabbrica che col tempo ha portato gli agenti ad escludere l’ipotesi dell’atto vandalico e condotto gli inquirenti sulle tracce di un cacciatore esperto e conoscitore della zona che sapesse e potesse muoversi con abilità e discrezione, senza essere scoperto. Le indagini sono proseguite per un lungo tempo fino all’individuazione del responsabile, a sua volta “inchiodato” dalla polizia.
Giovedì scorso, infatti, gli agenti hanno bussato alla porta di un anziano cacciatore di Assisi con il pretesto di un normale controllo alle armi da caccia regolarmente denunciate e detenute, durante il quale, oltre a riscontrare alcune irregolarità nella custodia di fucili e munizioni, gli agenti della polizia hanno rinvenuto un vero e proprio arsenale di chiodi a forma di L e di croce del tutto simili a quelli usati per la strage di gomme a San Gregorio.
Rivelatosi vano il tentativo di addurre motivazioni plausibili per giustificare il possesso dei chiodi, l’uomo è stato denunciato a piede libero per danneggiamento aggravato e le sue armi sottoposte a sequestro cautelativo, con il rischio di vedersi anche revocare il relativo porto.
Secondo gli inquirenti, il cacciatore agiva con il fine del sabotaggio, mosso dalla volontà di allontanare ed eliminare la concorrenza nella caccia e nelle altre attività.







Questo è un articolo pubblicato il 26-08-2014 alle 01:56 sul giornale del 26 agosto 2014 - 3135 letture

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