SEI IN > VIVERE ASSISI > ATTUALITA'
comunicato stampa

Famiglia 'naturale', per il consiglio comunale di Assisi padre è maschio e madre è femmina

6' di lettura
2657

Famiglia

E’ stata approvata con il voto unanime dell’intera maggioranza, nel consiglio comunale di giovedì 28 agosto, la mozione “a tutela della famiglia naturale: padre è maschio e madre è femmina” presentata dal capogruppo di Uniti per Assisi Luigi Marini.

Soddisfatto il consigliere Marini, che commenta il risultato diffondendo alla stampa l'intervento letto in sede consiliare, che qui riportiamo nella sua interezza.
“Il 25 giugno 2014 - ha esordito Marini - il Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione sulla protezione della famiglia e dei suoi membri, nonostante i quattordici voti contrari dei rappresentanti di alcuni Paesi che si sono opposti perché in essa è stata usata la dizione “Famiglia” al singolare e non quella di “famiglie” al plurale.
Quello che sconcerta è che tra i 14 voti contrari ci sia anche quello del rappresentante dell’Italia, nonostante la stessa mozione sia in linea con i principi costituzionali del nostro Paese, ed in particolare con l’Art. 29, il quale riconosce un’unica forma di Famiglia, ovvero quella “naturale fondata sul matrimonio”, fra uomo e donna, come peraltro più volte ribadito dalla Corte Costituzionale.
Verso la fine dello scorso mese di luglio è approdata al Senato il ddl cosiddetto Scalfarotto per raccogliere la votazione anche della seconda ala del Parlamento dopo l’approvazione alla Camera.
Se il voto dovesse confermare la versione del testo uscito da Montecitorio, in Italia verrà introdotto il reato di omofobia e questo principalmente comporterà una pesantissima limitazione della libertà di pensiero e dunque della democrazia. Questo perché è intenzione dell’attuale disegno di legge Scalfarotto estendere la legge Mancino alla fattispecie degli omosessuali e dei transessuali.
Peccato che la legge Mancino sia quella che contrasta l’antisemitismo ed il razzismo!
Questo significa che, una volta estesa agli omosessuali e ai transessuali la legge sull’antisemitismo e sul razzismo, saranno considerati colpevoli di reato di omofobia tutti coloro che si battono per il riconoscimento, la tutela e la valorizzazione della Famiglia Naturale fondata sull’unione tra un uomo ed una donna (tipo l’associazione le Manif pour Tous), e verranno trattati alla stessa stregua dei razzisti e degli antisemiti, comprese le severissime sanzioni penali.
E qui sta l’aberrazione: si è considerati omofobi per il solo fatto di affermare che la famiglia naturale è composta da due soggetti di sesso diverso: uomo e donna, mentre altri tipi di unioni non possono definirsi come famiglia naturale per la realtà stessa delle cose.
Come prima cosa occorre chiarire alcuni equivoci di fondo:
1) Bisogna chiamare le cose con il loro nome e non fare di ogni erba un fascio. L’omofobia viene definita come “la paura e l'avversione irrazionale nei confronti dell'omosessualità e di persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali (LGBT acroninimo)”. Bene, lottare per la tutela e la valorizzazione della famiglia naturale è indice di paura e avversione irrazionale nei confronti dell’omosessualità? o è piuttosto riconoscere che la famiglia naturale basata sull’unione tra uomo e donna è la prima cellula della società? Ricordo per inciso che questo lo riconosce anche la nostra Costituzione.
2) L’ordinamento giuridico italiano già possiede tutti gli strumenti per difendere da eventuali atti discriminatori, ed inserire la fattispecie di “omofobia” null’altro significherebbe che fornire un grimaldello a tutti coloro che intendono innestare l’effetto domino che approda al matrimonio GLBT (comunemente denominato Gay) con possibilità di vedersi riconosciuta la capacità genitoriale.
3) Questa marmellata mediatica dove le parole non indicano più la vera essenza delle cose, e dove si vuol far passare dentro la categoria di “famiglia” l’unione tra 2 esseri umani a prescindere dal sesso e dall’orientamento sessuale ha il solo scopo di irrobustire ulteriormente le già potenti lobbyes di potere, in primis quelle economiche che mirano alla manipolazione genetica e al business dei “figli su ordinazione”. E’ più che evidente che questa è l’estrema e drammatica deriva delle ultime teorie GLBT secondo cui non esistono più due sessi diversi (maschile e femminile) ma ben 58 orientamenti sessuali diversi.
Con questa mozione Noi chiediamo al governo di non applicare il Documento standard per l’educazione sessuale, redatto dall’Ufficio Europeo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, e di respingere affido e adozione per persone dello stesso sesso. La mozione vuol chiedere al premier Renzi ed al suo Governo di stanziare «pubblici sussidi» per garantire ai genitori «un’effettiva libertà nella scelta della scuola per i propri figli», senza dover sostenere spese che impediscano o limitino questa libertà, Perché discutere per le libertà sul modello di famiglia e su come aiutare mamma è papà a crescere i propri figli non è cosa da cattolici: riguarda laicamente e drammaticamente il futuro nostro e della società italiana.
Infine noi chiediamo di istituire una Festa della Famiglia Naturale, che tra l’altro spieghi nelle scuole che cosa sia una Famiglia “tradizionale formata da uomo e donna” e che finalmente riporti le cose al loro giusto posto. Incoraggi a resistere quanti ancora non si sono arresi alla dittatura del pensiero unisex, che mentre abolisce le naturali differenze di genere, ne inventa a tavolino uno nuovo, quello gay appunto, e ne reclama l’immediato riconoscimento e attribuzione di diritti, la nostra speranza è che in Italia ma specialmente in Assisi non andrà così, anche in forza del fatto che la Famiglia naturale è largamente citata e tutelata dallo Statuto Comunale.
La mozione che andiamo ad approvare parte dalla premessa che “la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo ed una donna rappresenta l’istituzione naturale aperta alla trasmissione della vita, è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato è una comunità di affetti e di solidarietà in grado di insegnare e trasmettere valori culturali, etici, sociali, spirituali e religiosi”.
In ultimo il tema della Famiglia meriterebbe una trattazione più seria di quanto non sia avvenuta in oggi in aula. Occorrerebbe parlare, ed istituire un serio programma, delle politiche per le Famiglie, che si fanno carico dei bambini, degli anziani e dei diversamente abili, che hanno bisogno di essere seriamente aiutate. Spero vivamente che insieme al Vicesindaco Lunghi e alla Giunta intera si riesca ad individuare nel prossimo bilancio azioni incisive in merito alle politiche familiari per le Famiglie del nostro territorio Comunale”.


Famiglia

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-09-2014 alle 15:39 sul giornale del 02 settembre 2014 - 2657 letture