Famiglia naturale, Vignoli: ''La mozione della maggioranza è un'assurdità''

Mein Kampf 6' di lettura 03/09/2014 - Non trovo parole per definire la mozione che la maggioranza ha avuto il coraggio di votare nell’ultimo consiglio comunale di fine agosto. E sì che il mese non è stato caldo e quindi non c’è neanche la giustificazione del colpo di sole generalizzato.

Un insieme di assurdità tali che sembra quasi impossibile possano essere pensate e scritte da un essere umano. Ma questa gentaglia ci rappresenta? Io mi vergogno profondamente. Loro certamente no, perché non sanno cosa sia la vergogna, è evidente.
Non vale neanche la pena di ricordargli che gestiscono la città che ha dato i natali a San Francesco, la città che viene considerata un simbolo di pace, di fratellanza. Loro - è questa la realtà - non sanno cosa sia la pace, né tantomeno la fratellanza. Anche se sono certa che non servirà a nulla, provo a spiegare un paio di cose a Luigi Marini e a tutta la maggioranza, così gagliardamente lanciati nella strenua difesa di quella che definiscono la “Famiglia Naturale”.
Il 25 giugno 2014 il Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite ha votato una risoluzione sulla protezione della famiglia in cui è scritto che “spetta alla famiglia in primo luogo allevare e proteggere i bambini e che essi, per poter raggiungere una completa e armoniosa maturazione della loro personalità, devono crescere in un quadro familiare e in un’atmosfera di felicità, amore e comprensione”: ma da quando l’atmosfera di felicità, amore e comprensione, signor Marini, è legata al sesso di chi compone la famiglia? Le coppie “naturali”, come le definisce lei, sono sempre così idilliache? E il “quadro familiare” da quando è fatto solo di una donna e un uomo?
In realtà, la risoluzione del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite citata da Marini & C. non dice nulla a proposito dell’appartenenza sessuale della famiglia da proteggere. Marini scrive poi che l’art. 29 della Costituzione italiana «riconosce un’unica forma di Famiglia, ovvero quella “naturale fondata sul matrimonio”, fra uomo e donna, come peraltro più volte ribadito dalla Corte Costituzionale».
Le cose non stanno per niente così, perché l’articolo 29 della nostra Costituzione recita: «La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio». Quindi non “un’unica forma di Famiglia, ovvero quella naturale fondata sul matrimonio”, come scrive Marini, che si aggiusta la Costituzione a suo comodo, ma la “famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”.
Per quanto riguarda la Corte Costituzionale, non ha mai “ribadito” che il matrimonio deve essere fra uomo e donna. Anzi: nella sentenza 138 del 2010, ha affermato che la decisione relativa ai matrimoni fra persone dello stesso sesso dipende interamente dalla volontà del legislatore, non esistendo nessun limite od ostacolo o prescrizione nella nostra Costituzione.
Veniamo ora al ddl Scalfarotto, della cui approvazione definitiva tutta la maggioranza ha grande paura, perché introdurrà in Italia il reato di omofobia e questo «comporterà una pesantissima limitazione della libertà di pensiero e dunque della democrazia»: Marini & C. hanno uno strano concetto di libertà di pensiero e democrazia, perché pensano a difendere solo le loro, mentre di quelle degli altri non gli interessa nulla.
Questa idea, poi, che una legge sull’omofobia possa servire da «grimaldello a tutti coloro che intendono innestare l’effetto domino che approda al matrimonio GLBT (comunemente denominato Gay) con possibilità di vedersi riconosciuta la capacità genitoriale» e «ha il solo scopo di irrobustire ulteriormente le già potenti lobbyes di potere, in primis quelle economiche che mirano alla manipolazione genetica e al business dei “figli su ordinazione”» sembra direttamente uscita dalle pagine di Mein Kampf di Adolf Hitler e dai laboratori di eugenetica di Josef Mengele.
Non contenti delle assurdità già accumulate, Marini & C. scrivono che chiederanno al governo di «non applicare il Documento standard per l’educazione sessuale, redatto dall’Ufficio Europeo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità», di «respingere affido e adozione per persone dello stesso sesso», di «stanziare pubblici sussidi per garantire ai genitori un’effettiva libertà nella scelta della scuola per i propri figli» (così, grazie ai soldi pubblici, potranno mandare i loro figli nelle scuole private, dove di GLBT - fortunatamente - ancora non se ne trovano!) e, per finire, di «istituire una Festa della Famiglia Naturale, che tra l’altro spieghi nelle scuole che cosa sia una Famiglia “tradizionale formata da uomo e donna” e che finalmente riporti le cose al loro giusto posto» e «incoraggi a resistere quanti ancora non si sono arresi alla dittatura del pensiero unisex». Fine dell’agghiacciante mozione.
Chiudo con un paio di puntualizzazioni per il “pio” Marini & C.: vi ricordo che Papa Francesco ha detto a tutti noi vivi e lascia vivere e ha spiegato che ognuno dovrebbe avere come guida questo principio. Forse vi era sfuggito.
Per quanto riguarda la parola “naturale” dell’art. 29 della Costituzione (la “famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”), sappiate che non c’entra nulla il sesso ma che è usata nel significato di qualcosa che precede lo Stato ed esiste indipendentemente da esso e dalle sue leggi, perché tutti gli esseri umani aspirano «naturalmente» - cioè indipendentemente dalle concessioni dei loro governanti - a costruirsi una famiglia. Non sono io a dirlo, ma lo hanno scritto i padri costituenti nel 1946/47, come Giorgio La Pira, Umberto Merlin, Camillo Corsanego e Aldo Moro. Tutta gente che non era proprio di sinistra...
Piero Calamandrei sottolineò come fosse “un gravissimo errore, che rimarrà nel testo della nostra Costituzione come una ingenuità, quello di congiungere l’idea di società naturale - che richiama al diritto naturale - colla frase successiva «fondata sul matrimonio», che è un istituto di diritto positivo. Parlare di una società naturale che sorge dal matrimonio, cioè, in sostanza, da un negozio giuridico è una contraddizione in termini”.
E Aldo Moro affermò (udite, udite!) “che, pur essendo molto caro ai democristiani il concetto del vincolo sacramentale nella famiglia, questo non impedisce di raffigurare anche una famiglia, comunque costituita, come una società che, presentando determinati caratteri di stabilità e di funzionalità umana, possa inserirsi nella vita sociale”.
Prima di sproloquiare, documentatevi. E che il Signore abbia pietà di voi.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-09-2014 alle 01:27 sul giornale del 03 settembre 2014 - 1218 letture

In questo articolo si parla di politica, famiglia, assisi, francesca vignoli, famiglia naturale

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/9eC