Cariche agli operai Ast, la condanna del Prc di Assisi

Corteo Ast (foto Ansa) 5' di lettura 04/11/2014 - Proponiamo al consiglio comunale di Assisi di approvare questa mozione urgente sul grave attacco ai lavoratori AST da parte delle forze dell'ordine il 29 ottobre a Roma mentre stavano pacificamente dimostrando il loro dissenso per la situazione di crisi in cui versa l'azienda ternana (di seguito il testo completo).

Mozione con richiesta di trattazione immediata avente per oggetto:
Condanna delle violenze subite dai lavoratori dell'AST da parte delle forze dell'ordine il 29 ottobre a Roma e richiesta di dimissioni del Ministro dell'Interno
Premesso che
In data 29 ottobre si è tenuto un presidio dei lavoratori dell'AST di Terni presso la sede dell'ambasciata della Repubblica Federale di Germania, sita a Roma in Piazza Indipendenza, al fine di portare la situazione della vertenza con la Thyssen Krupp all'attenzione del Governo tedesco;
A sostegno di tale protesta ed a riprova del suo carattere non violento, la conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari e l'ufficio di presidenza del consiglio comunale di Terni sono stati convocati in quella stessa sede;
A seguito di un insoddisfacente incontro con la rappresentanza diplomatica dell'ambasciata tedesca da parte di una delegazione di lavoratori AST e di rappresentanti sindacali, i manifestanti si sono diretti in corteo verso il Ministero dello Sviluppo Economico, nel quale si era da poco concluso l'incontro tra la Ministra Federica Guidi, l'Amministratrice Delegata di AST, Lucia Morselli, e la sottosegretaria al lavoro, Teresa Bellanova, con l'intento di rappresentare le proprie istanze;
Nel corso del tragitto i manifestanti, all'altezza di Via Solferino, sono stati oggetto di una carica da parte delle forze dell'ordine, che ha determinato il ferimento di almeno 4 lavoratori ed alcuni dirigenti sindacali;
Considerato che
La carica di cui sono stati fatti vittima i manifestanti risulta del tutto immotivata ed ingiustificata, come dimostrato da numerose immagini e filmati, messi a disposizione da singoli e da organi di stampa e rapidamente diffusi tramite la rete, che certificano appunto il carattere pacifico del corteo dei lavoratori e l'assoluta gratuità della sua violenta interruzione da parte delle forze dell'ordine;
La nota diffusa dalla Questura di Roma, secondo cui si è resa necessaria un'azione definita “di contenimento” da parte delle forze dell'ordine a fronte del presunto tentativo di parte dei manifestanti di recarsi alla stazione Termini per bloccare il traffico, risulta pertanto palesemente infondata, sia rispetto alla natura e alla finalità del corteo, assolutamente omogeneo nel dirigersi verso la sede del Ministero dello Sviluppo Economico, sia rispetto all'evidenza dell'azione offensiva, e non certo contenitiva, delle forze dell'ordine;
Nonostante ciò il Ministro dell'Interno, nel riferire alla Camera in merito agli eventi, ha confermato la suddetta ricostruzione dei fatti, adducendo inoltre a giustificazione del mancato accoglimento immediato della richiesta dei manifestanti di dirigersi in corteo verso la sede del Ministero dello Sviluppo Economico, il concomitante svolgimento di altre manifestazioni di carattere sindacale, in particolare quella dei lavoratori della Jabil di Marcianise presso la sede del suddetto Ministero, che avrebbero determinato, secondo il Ministro, convergenze di difficile gestione sotto il profilo logistico e dell'ordine pubblico;
Le ulteriori argomentazioni addotte dal Ministro risultano anch'esse prive di riscontro, in quanto il corteo dei lavoratori AST in direzione del Ministero dello Sviluppo Economico e il successivo incontro tra questi ed i lavoratori della Jabil di Marcianise non ha determinato né difficoltà, né momenti di tensione, ad eccezione appunto di quelli unilateralmente prodotti dall'uso della forza pubblica presso Via Solferino;
Ritenuto che
L'inaccettabilità dell'uso della forza pubblica avutosi a Roma ai danni degli operai AST e l'infondatezza della ricostruzione dei fatti operata nelle ore immediatamente successive, si pongono in diretta continuità sia con le modalità che hanno determinato le cariche avvenute alla stazione ferroviaria di Terni lo scorso 5 giugno 2013, sia con l'opera di falsificazione della ricostruzione di quegli eventi da parte della Questura di Terni e del Ministero dell'Interno, che determinarono in particolare la radicale alterazione della natura e della provenienza dei colpi inferti al Sindaco di Terni;
Non è tollerabile ulteriormente il crescente uso intimidatorio e repressivo delle forze dell'ordine adottato dal Ministero dell'Interno in questi anni, specie nei confronti di proteste che, derivando dal peso di una crisi economica ben lontana dalla sua conclusione, dovrebbe indurre a modalità d'impiego delle forze dell'ordine ben diverse da quelle vigenti, anche nel rispetto della funzione e del lavoro degli operatori della pubblica sicurezza;
Il Consiglio comunale di Assisi
Esprime la propria ferma condanna delle violenze inferte ai lavoratori dell'AST di Terni nel corso del corteo di Roma dello scorso 29 ottobre e dissente, alla luce delle testimonianze dei presenti e delle prove immediatamente resesi disponibili, dalla ricostruzione dei fatti offerta dal Ministro dell'Interno;
Ritiene necessario che il Ministro dell'Interno, in ragione dell'inadeguatezza dimostrata nella gestione della pubblica sicurezza in occasione dei suddetti eventi e della non veridicità delle argomentazioni offerte a giustificazione dell'uso delle forze dell'ordine, rassegni le proprie dimissioni dall'incarico ricoperto;
Il Consiglio comunale di Assisi impegna il Sindaco
A trasmettere il presente atto alla Presidenza della Repubblica, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed ai Presidenti di Camera e Senato.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-11-2014 alle 03:01 sul giornale del 04 novembre 2014 - 350 letture

In questo articolo si parla di politica, prc assisi, partito rifondazione comunista

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