Ad Armenzano rivive la festa di San Leonardo

Chiesa nuova Armenzano 3' di lettura 24/11/2014 - Nella prima domenica di novembre circa centoventi fedeli, provenienti da Armenzano, Nocera Umbra, Assisi, Valtopina, si sono riuniti per celebrare il culto di San Leonardo presso la chiesetta a lui dedicata nella località le Montarelle di Armenzano. Ѐ l’unica manifestazione del territorio assisano che vede la partecipazione di cittadini provenienti da diverse comunità limitrofe.

Alla commemorazione hanno partecipato le confraternite di Nocera Umbra, Viole, Armenzano e la confraternita del Colle del Paradiso. Alle ore 11.00 ha avuto inizio la santa messa con omelia sulla figura del Santo. Al termine della celebrazione religiosa il parroco ha benedetto la lampada a olio posta ai piedi dell’altare. Dopo la benedizione sono stati distribuiti maritozzi, vino e l’olio contenuto in piccole anfore.
Al termine della liturgia, il Presidente della Proloco di Armenzano, Guerrino Bertoldi, ha portato la testimonianza di alcuni abitanti della zona che hanno affermato di aver trovato giovamento dopo l’utilizzo dell’olio santo; Proprio per questo desiderano che la chiesetta rimanga aperta anche durante l’anno. Il sindaco di Valtopina Danilo Cosimetti ha ringraziato gli organizzatori per la costanza nel mantenere viva la tradizione.
Ѐ intervenuto inoltre Giancarlo Picchiarelli, Presidente Associazione Nazionale Città del Tartufo, che negli anni ’90 aveva lottato per la ristrutturazione della chiesa. Il Presidente ribadisce il suo impegno nel portare avanti tale manifestazione.
Durante la celebrazione la Proloco di Armenzano ha raccolto circa 360 euro di offerte, che verranno unite a quelle della festa del Beato Giovanni di Nottiano, e saranno devolute alle associazioni umbre contro il cancro o a singoli cittadini bisognosi di un aiuto.
Il culto di San Leonardo nella località Le Montarelle è antichissimo, tanto che già negli statuti di Assisi del 1354 compare la denominazione “San Leonardo” probabilmente riferita a una cappella lì presente.
San Leonardo è vissuto tra il V e VI secolo d.C in Gallia; divenuto monaco predicava alle popolazioni rurali i valori del Cristianesimo e cercava di alleviare le sofferenze e le tribolazioni della povera gente. Avendo fede i malati si recavano da lui per essere guariti. La devozione popolare per il Santo si diffuse spontaneamente nel Primo Medioevo e dopo il Mille raggiunse anche l’Italia. Sorsero così vari luoghi di culto, specialmente nei percorsi di montagna perché San Leonardo era considerato protettore dei boschi e dei cavalli. È giunta sino a noi una leggenda, databile intorno agli anni Mille, relativa alla vita del Santo che pone in evidenza i vari miracoli da lui operati.
Sulla base di questa leggenda nacque anche ad Armenzano la devozione popolare per San Leonardo che portò, come si narra, a una fioritura di miracoli, veri o presunti. Alla festa del patrono, il 6 novembre, confluivano in processione le popolazioni di tutte le valli circostanti. Con il tempo divenne consuetudine portare nella chiesa, in segno di devozione, dell’olio per accendere la lampada che ardeva davanti all’altare.
Si narra che alcuni poveri malati sparsero l’olio della lampada sul proprio corpo e subito dopo provarono sollievo. A testimoniare ciò, ai lati dell’altare, erano affisse molte stampelle, poste nella chiesetta come segno di ringraziamento al Santo, oggi sostituite con le staffe dei cavalieri di Satriano.
Allora nacque la tradizione di portare l’olio ai malati di casa e riaccendere la lampada con olio nuovo.
Nel 1992 Mario Settimi volle ristrutturare la chiesa e recuperare il culto del Santo; fondò così il Comitato di San Leonardo con l’intento di far rivivere un’antica tradizione del nostro territorio. Tradizione importante perché è parte della nostra storia, parte della storia dell’Umbria, della storia di Nocera Umbra, di Assisi, di Valtopina, e come tutte le tradizioni parte della nostra identità. Per questo è importante continuare a mantenere vivo questo culto, testimonianza del nostro passato, e cercare di trasmetterlo anche alle nuove generazioni perché non venga dimenticato.





Questo è un articolo pubblicato il 24-11-2014 alle 13:47 sul giornale del 25 novembre 2014 - 788 letture

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