Bastia Umbra: l'arringa di Renzini, ''Un tiro mancino, ma resto capogruppo''

Fabrizia Renzini 4' di lettura 01/12/2014 - Dall'ultima riunione della lista "Bastia Popolare" dello scorso lunedì il silenzio più assoluto sino alle 19:00 di venerdì sera quando, in apertura del consiglio comunale, i consiglieri Ridolfi e Cairoli, due dei tre Consiglieri di Bastia Popolare, hanno sottoscritto e depositato nelle mani del presidente del consiglio un presunto ed alquanto lacunoso atto destitutivo della carica di capogruppo del Consigliere Fabrizia Renzini (candidato più votato nell'ultima turnata elettorale per il Comune di Bastia Umbra) in favore del consigliere Gianluca Ridolfi.

Nonostante nella scorsa riunione di Bastia Popolare la scrivente avesse espresso parere contrario ed ampiamente motivato rispetto alle esternazioni del coordinatore di lista Raniero Stangoni - il quale parlava ai presenti di contrarietà delle opinioni portate dall'Avv. Renzini in Consiglio rispetto a quelle della lista di appartenenza - e nonostante quest'ultima avesse espressamente richiesto un coinvolgimento in caso di decisione formale, gli altri due Consiglieri, senza alcun doveroso preavviso, hanno comunicato la sostituzione della Capogruppo Renzini senza il suo consenso e per di più dandone notizia alla medesima appena un'ora prima della riunione consiliare a seguito di formale sollecitazione, pur sapendo che, con tutta probabilità, la scrivente non avrebbe potuto presenziare alla seduta.
"Tiro mancino" o "superficiale dimenticanza" quella di ieri sera?
La domanda sorge spontanea ma in entrambi i casi non giustifica la condotta di chi siede in Consiglio Comunale e che sembra aver dimenticato una sorta di responsabile e doverosa etica politica che oggi l'elettorato pretende da chi è democraticamente eletto e chiamato a rappresentarlo nella massima assise.
Se, machiavellicamente parlando, si potrebbe pensare che il fine giustifica i mezzi, vien da chiedersi quale sia davvero il fine che questa "nuova" coalizione di Centrodestra si era prefissa quando nel 2009 faceva del "cambiamento" la sua bandiera e nella primavera del 2014 richiamava la "trasparenza" dell'azione politica per fare ancora di più . . .
Entrando poi nel merito della questione, è del tutto evidente che l'atto destitutivo di ieri sera costituisce piena violazione sia delle norme contenute nel Regolamento comunale per il funzionamento del Consiglio, sia di principi sostanziali di diritto, sia (ancora più grave!) di fondamentali principi garantiti dalla Costituzione Italiana agli artt. 2 e 51 terzo comma (Diritti inviolabili del cittadino).
Il Regolamento comunale (art. 14) vuole che siano "i gruppi consiliari" e non "i gruppi politici" a variare il proprio Capogruppo e se un gruppo consiliare è composto da più individui, per poterlo fare è necessario il consenso di tutti; tale assunto è inconfutabile poichè il criterio maggioritario, argomentando a contrario, diviene inapplicabile laddove il nostro Regolamento prevede che un gruppo consiliare possa essere costituito anche solo da due Consiglieri (art. 12, comma secondo), arrestando in pratica la possibilità di ricorrere al detto criterio maggioritario.
Inoltre, va richiamato il generale principio di diritto secondo cui, nel caso di voto segreto (es: nomina dei membri di una Commissione) non sussiste il conflitto di interessi nel caso di soggetto votante/votato: uno stesso Consigliere può cioè votare tranquillamente se stesso.
Quando invece il voto è palese - come nel caso di ieri sera - non è consentito ad un Consigliere di votare se stesso poichè scatta automaticamente il principio del conflitto di interessi e, pertanto, il Consigliere Ridolfi (proposto da Bastia Popolare come nuovo Capogruppo) avrebbe dovuto astenersi dal voto, con ciò facendo automaticamente venir meno la maggioranza (in questo caso: abbiamo un consigliere su tre e non più due su tre), con conseguente inefficacia del voto espresso.
Per di più, l'atto di ieri sera non può neppure sostanziarsi in un atto di sfiducia nei confronti della scrivente (qualora si affianchi la sfiducia al caso di rinunzia o dimissioni del Capogruppo come presupposti per la sua sostituzione) in quanto la sfiducia può essere, semmai, l'sxtrema ratio a cui ricorrere in caso di contrarietà del voto di un Consigliere rispetto al voto indicato dalla propria lista; ma il Consigliere Renzini - preme ricordare agli elettori - non ha mai espresso in Consiglio comunale voto contrario quanto piuttosto si è: a) una volta astenuta, b) una volta non ha partecipato alla delibera, c) una volta ha protocollato un'interrogazione, atto riservato a tutti i Consiglieri, sia di maggioranza che di opposizione.
Sostanzialmente, va da sé che quanto richiesto dai Consiglieri Ridolfi e Cairoli è assolutamente privo di efficacia e, come tale, non idoneo a produrre alcun cambiamento all'interno della lista civica "Bastia Popolare" che, ahimè, dovrà ancora sopportare o supportare chi ha il coraggio di sostenere con coraggio, coerenza e dignità, le proprie idee ma che, in maniera del tutto antidemocratica, voleva essere illegittimamente epurata per volontà di "pochi intimi".

Dedicato ai miei elettori.

da Fabrizia Renzini
Capogruppo lista civica Bastia Popolare





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-12-2014 alle 03:12 sul giornale del 01 dicembre 2014 - 495 letture

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