Primo piano sull'autore, Morosi: ''Sono queste le sinergie che ci rendono forti''

Serena Morosi 3' di lettura 01/12/2014 - In un gioco celebrativo di solide consapevolezze, ci chiediamo spesso quanto di quel patrimonio genetico che esprime il rapporto tra arte e civiltà rimanga inalterato, e quanto di esso continui a logorarsi nelle correnti del tempo e del decadimento più inesorabile, sia esso politico, economico, ma soprattutto umanistico.

Sebbene timidamente la nostra natura induca ancora fremiti di ottimismo, il facile arrendersi di fronte ad effetti indiscutibili della corrosione ci distoglie dal sentirci con orgoglio parte e risultato di quelle robuste radici di storia e civiltà, ancora molto vive e profonde.
Seguaci passivi di una corrente di pensiero minoritaria e disfattista, oppure protagonisti sostenitori del consolidamento e della progettualità? Un bivio di concitati esistenzialismi che ci impone scelte improcrastinabili e ci responsabilizza al cospetto della nostra stessa storia, quella storia che profuma di terre e tradizioni, di grandi opere pregne di un odore inconfondibile e incancellabile.
A questo orchestrale motivo da sempre ci uniamo con grande orgoglio e ‘indissolubili consapevolezze’, quelle dell’essere e dell’esserci, nell’eseguire una delle più importanti aree della partitura.
Non è un semplice caso che uno dei più singolari ‘osservatori’ del Cinema italiano trovi ancora una sua stabile e inamovibile permanenza proprio qui ad Assisi. E nella più convinta e impavida determinazione di aggiungere ancora storia alla storia, ci voltiamo per ammirare un monumentale affresco al mondo del Cinema, reso vivo da una magia che da oltre tre decenni non incontra mai il disincanto. Questa magia continua a chiamarsi “Primo Piano sull’Autore”, un progetto culturale il cui verbo ingloba una duplice ardua missione: ‘storicizzare’ e ‘divulgare’, perché la memoria confermi il proprio valore celebrativo ma in chiave prospettica: la formula di provata efficacia è il mantenimento di quell’ottica attraverso la quale lo sguardo è aperto al futuro e alle prospettive di nuovi sviluppi, nella consapevolezza che ci rende prima di tutto causa e eredi degli stessi effetti.
Constatazione tangibile è la XXXIII edizione, che vuole incorniciare l’Opera di uno dei più grandi maestri del Nostro Cinema d’Autore contemporaneo, il pluripremiato regista, sceneggiatore, produttore Giuseppe Tornatore, da sempre fortemente radicato nei temi del sociale ma anche iconoclasta, orgoglioso e appassionato, di una cultura che fonda la propria matrice nel recupero dell’identità territoriale: l’Umbria di Assisi così come la Sicilia della palermitana Bagheria.
Sono queste le sinergie che ci rendono forti, misure di difesa anti crisi e di protezione dal decadimento. Anno dopo anno il lavoro continua con l’impegno e la passione di sempre, una passione che ci responsabilizza e al contempo ci premia, come cittadini e partecipi osservatori, prima ancora che come operatori istituzionali principali responsabili di ogni azione amministrativa.
Da Franco Mariotti, che ha ideato e diretto queste rassegne cinematografiche di grande appeal turistico, all’Associazione Culturale Amarcord che in collaborazione con la Città di Assisi e il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali promuove l’edizione, all’inconfondibile e storicizzato modus operandi nel fare comunicazione cinematografica a 360 gradi, la grande famiglia di Primo Piano si estende alle unità più disparate del territorio, unendo professionisti e stagisti in un unico abbraccio.
Il Cinema non può ridursi a mera produzione di un’industria dai fatturati oscillanti, tantomeno a semplice evasivo intrattenimento. Il Cinema è anzitutto comunicazione, è l’anima sociale del nostro tempo che si plasma nella celluloide che ospita ritratti filmati, immagini filmiche, il Cinema è strumento di mediazione fra la realtà e l’immaginazione, il Cinema non è altro che Cultura del Novecento, tout court: per questa ragione dopo trentatré anni di storia, troviamo ancora la strada della continuità, del progetto e del rafforzamento del Marchio, con i suoi plus ancora fortemente radicati nei valori dell’interdisciplinarietà.
Al via le danze, tra convegni e proiezioni di film e documentari, con un occhio rivolto alle nuove avanguardie. É il nostro stile, quello di sempre, essere perché vogliamo esserci.


da Serena Morosi
Giunta comunale di Assisi





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-12-2014 alle 03:42 sul giornale del 01 dicembre 2014 - 626 letture

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Francesco Mignani

01 dicembre, 14:04
Non vedo cosa ci sia da ridere. Ci saremmo aspettati dal neo assessore alla cultura, la presa d'atto che una manifestazione del genere, così programmata e pochissimo pubblicizzata, non ha nessuna ricaduta in termini economici sul territorio. Del resto anche gli aspetti socio/culturali, vengono meno, se a monte non c'è il coinvolgimento dei cittadini, delle scuole e delle associazioni, preso per tempo e non all'ulltimo momento. "Primo piano sull'autore", potrebbe riscuotere un' attenzione ben diversa , se a monte della sua realizzazione ci fossero le condizioni per favorire una cultura e una sensibilità alla percezione e alla visione. Franco Mariotti, queste cose le conosce, ma visto il filosofeggiare dell'assessora, immagino, abbia trovato qualche difficoltà ad essere capito fino in fondo. Dubbiosi sull'efficacia dell'azione, prima di "dare inizio alle danze", ci informi l'amministratrice in termini concreti, quanto costerà ai cittadini tutto questo, compresa ovviamente la cena di gala che, il comune, nonostante i tempi austeri e l'oggettiva non necessarietà, offrirà agli astanti.

contadino

02 dicembre, 15:21
A leggere questa presentazione sembra ci si trovi di fronte alla Biennale di Venezia, alla consegna del premio Pulitzer, al gran galà degli Oscar, al più grande evento culturale d'Italia...Si trassi si della XXXIII edizione, ma questo è stato possibile solo grazie alla sottoscrizione dei cittadini che una volta tanto hanno protestato attivamente contro l'annullamento previsto dall'Amministrazione nel 2013.rnSe la neo Assessore parteciperà ad una delle proiezioni si renderà benissimo conto che tali spettacoli si svolgono con attrezzature e mezzi del secolo scorso e che la presenza degli spettatori ha un sapore quasi "eroico".rnNon conosco il "costo" di questa manifestazione, anche se definirlo "costo" sembra riduttivo: togliere anche questa occasione di discussione e di incontro significherebbe perdere uno dei pochi appuntamenti che non hanno a che fare con balli, mangiafuochi e bruschette tanto apprezzate dalla attuale amministrazione