Rissa e insulti razzisti allo stadio di Petrignano, denuncia e daspo per due tifosi ternani

polizia 01/12/2014 - L’8 novembre al termine dell’incontro di calcio Petrignano – Terni Est valevole per il campionato Juniores Regionale A2 girone B quello che doveva essere un terzo tempo di fair play si è trasformato nella resa dei conti di una partita tesa già in campo. Sfottò, frasi pesanti, spintoni e poi vere e proprie aggressioni, non solo con calci e pugni ma, addirittura, anche con la bandierina del guardalinee, utilizzata da quello della società Terni Est per colpire gli avversari.

Tali disordini, ai quali hanno preso parte tesserati di entrambe le squadre, è stata placata dai dirigenti e assistenti delle due società, ancora prima dell’intervento delle forze dell’ordine. Rissa sedata ma questione non conclusa. Il ricovero nell’ospedale di Assisi di un giocatore del Petrignano per le lesioni riportate ha infatti dato inizio ad una serrata attività d’indagine da parte degli agenti del commissariato di Assisi, diretto dal commissario capo della Francesca Di Luca.
L’episodio più grave l’aggressione ad un giocatore del Petrignano, un diciottenne ecuadoriano, colpito con calci e pugni al basso ventre e insultato con frasi di discriminazione razziale. Gli agenti dell’ufficio anticrimine, coordinati dall’ispettore Valter Stoppini, hanno così iniziato gli accertamenti necessari al fine di ricostruire la reale dinamica dei fatti occorsi e individuare i responsabili dell’aggressione avvenuta.
Grazie alle numerose testimonianze raccolte nei giorni successivi all’evento e alle descrizioni fisiche fornite è stato possibile risalire al giocatore della Terni Est che, al termine della partita disputata l’8 novembre, ha proferito nei confronti del suo avversario di gioco le frasi ingiuriose di discriminazione razziale. Riscontri ulteriori hanno permesso di accertare il coinvolgimento nella rissa dell’assistente della società Terni est che con la sua bandierina del guardalinee si è reso responsabile dell’aggressione ai danni del capitano della squadra avversaria.
Scattate per i due una denuncia alla Procura della Repubblica: il primo dovrà rispondere del reato di ingiuria aggravata perché commesso per finalità di discriminazione o di odio etnico, nazionale, razziale o religioso e che prevede l’aumento di pena fino alla metà; il guardalinee è stato invece denunciato per il reato di violenza nelle competizioni sportive.
Per entrambi è stata inoltre avviata la procedura prevista per l’emanazione del divieto di accedere alle manifestazioni sportive, provvedimento meglio noto come Daspo.





Questo è un articolo pubblicato il 01-12-2014 alle 14:24 sul giornale del 02 dicembre 2014 - 1233 letture

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