Sostegno alle imprese, il Pd si astiene. Pettirossi: ''No alla propaganda sul lavoro''

Simone Pettirossi 3' di lettura 10/12/2014 - Il tema del sostegno alle imprese è troppo serio per farlo diventare uno strumento di propaganda politica. In consiglio comunale abbiamo già spiegato perché la proposta della maggioranza non ci ha convinto inducendoci al voto di astensione.

Aiutare le aziende e il mondo del lavoro rappresenta una priorità anche per il PD, come ha dimostrato in questi giorni anche la positiva soluzione relativa all'AST di Terni, ma l'intervento messo in campo ad Assisi non considera le difficili condizioni di contesto in cui operano le piccole imprese e prevede peraltro una dotazione finanziaria inconsistente (60.000 euro) rispetto agli obiettivi che si prefigge, condannando ancora una volta il nostro Comune al velleitarismo, visto che non si colgono i bisogni concreti e urgenti delle imprese e del mondo della produzione
L'intervento della maggioranza, così come è strutturato, infatti, non è in grado di innalzare la capacità dell’impresa di ottenere un finanziamento (esigenza prioritaria) e offre soltanto una piccola "mancia" di poche decine di euro a favore di coloro che il finanziamento l'hanno già ottenuto.
Il Partito Democratico non vuole assumere un atteggiamento "benaltrista" o semplicemente critico, ma vuole proporre uno schema di intervento alternativo, che parta da un presupposto noto ormai a tutti in Italia: il tema centrale oggi non è purtroppo il costo del denaro (gli interessi sono ai minimi storici) ma l’accesso al credito.
Proprio per questo già nella primavera del 2013 e ancora nel 2014 abbiamo avanzato molte proposte concrete che andavano in questa direzione.
Un'azione forte e incisiva, oggi, sarebbe stata quella di garantire alle aziende una maggiore capacità di interfacciare positivamente le rigide regole delle banche riguardo al merito di credito, attraverso l’integrazione con gli strumenti di garanzia, pubblici e privati, già esistenti. Alcune amministrazioni comunali umbre (Marsciano, Bastia Umbria, Gualdo Tadino) hanno scelto questa strada ottenendo risultati molto positivi.
Per fare un esempio concreto: 60.000 euro di fondi comunali utilizzati in aggiunta dei fondi regionali di garanzia già attivi consentirebbe di innalzare la percentuale di garanzia di + 25% (passando dal 50% al 75%), realizzando un effetto leva delle risorse pubbliche che permetterebbe di erogare finanziamenti aggiuntivi alle micro e piccole imprese del territorio comunale di circa 2 milioni e 400 mila euro.
Un'azione del genere, se ben gestita, avrebbe potuto consentire anche la rigenerazione delle risorse per altri interventi, senza costi per attività amministrative e senza la necessità di attivare proposte di convenzione con le banche che solo per essere esaminate richiederanno mesi.
Non è più il momento dell'approssimazione e delle misure "spot". È necessario dare risposte vere ai problemi che mordono la vita delle persone e delle imprese, concentrando le poche risorse disponibili su interventi che siano realmente efficaci e che garantiscano, nel medio periodo, un rilancio dello sviluppo economico locale.
Quando verranno date risposte al problema principale di oggi, cioè l'accesso al credito?
Quando verrà fatto un intervento a favore dello "start up" (creazione) d'impresa?
Quando si investirà con decisione in nuove infrastrutture tecnologiche e in semplificazione amministrativa per creare un tessuto favorevole alle attività imprenditoriali più all'avanguardia?
Quando saranno aiutati i giovani che vogliono mettersi in proprio?
Quando verranno supportati gli imprenditori in difficoltà con la propria azienda a mettere a frutto le proprie competenze?
Quando saranno sostenute le donne che vogliono rientrare nel mondo del lavoro investendo su se stesse?
#CAMBIAmoAssisi


da Simone Pettirossi
Capogruppo consiliare Pd Assisi




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-12-2014 alle 02:47 sul giornale del 10 dicembre 2014 - 467 letture

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