Piscina chiusa, cittadini indignati

Piscina comunale Assisi, piscina degli Ulivi 2' di lettura 14/07/2015 - Mancato l’obiettivo di riaprire in tempo utile per la stagione estiva, cresce l’indignazione e il malcontento dei cittadini di Assisi, costretti anche quest’anno a soccombere alla calura estiva senza il conforto della piscina scoperta dello stadio degli Ulivi, alle porte della città.

A dispetto di quanto annunciato e ribadito nei mesi scorsi dall’amministrazione comunale, restano ancora chiusi i battenti della piscina comunale, interessata da lavori di riqualificazione per adeguare l’impianto alla normativa e migliorare i servizi.
“Le opere, per 220.000 € - affermava il sindaco Claudio Ricci lo scorso dicembre - includeranno la riqualificazione della vasca attuale (25 per 50 metri), la riduzione dell'altezza dell'acqua a 1.90 metri (come da normativa), opere di impermeabilizzazione, miglioramento generale, impiantistico e servizi, con l'obiettivo di aprire il cantiere in tempo utile per la prossima stagione estiva 2015”. “I lavori - annunciava quindi il Comune a metà marzo, confermando l’impegno preso - sono stati già consegnati nei tempi programmati e dovrebbero essere conclusi per la vasca in tre mesi”.
Da allora i mesi passati sono quattro e, nel pieno di un’estate che scotta, cresce l’indignazione dei cittadini. “Impossibile che la piscina riapra i battenti quest’estate - si legge sui social - non capiamo perché si è affermato all’inizio che i tempi sarebbero stati di tre mesi. L’inaugurazione del cantiere e l’inizio dell’opera di riqualificazione sembravano far ben sperare, ma è impossibile riaprire l’impianto allo stato attuale”.
Una voce su tutte è quella del prof. Alberto Pettirossi, che un anno fa scriveva: “La piscina olimpionica di Assisi chiude, e dubito fortemente che l’anno prossimo riaprirà”. Ricordando questa profetica affermazione, Pettirossi ripropone alla stampa l’articolo scritto la scorsa estate sottolineando come, purtroppo, fosse azzeccata la previsione a medio termine.
“Una struttura invidiata da tutti i comuni umbri - scriveva Pettirossi -, incastonata in un ambiente naturale meraviglioso, lasciata deperire progressivamente nel tempo quasi per giustificare l’attuale provvedimento.
Sapevo che era malata per l’incuria e l’abbandono in cui era stata lasciata da amministrazioni miopi, ma mai avrei immaginato che, all’improvviso, sarebbe morta. Credo che altri comuni l’avrebbero tenuta come un gioiello, valorizzata turisticamente, pubblicizzata su tutto il territorio nazionale ed estero con invito a trascorrervi vacanze meravigliose. Invece nulla di tutto questo, ad Assisi, e non se ne comprende il motivo”.
Azzeccata, almeno in parte, la previsione a medio termine, Pettirossi si limita ad aggiungere: “Spero che non accada anche per quella a lungo termine: quando una tale struttura si chiude, la gente si abitua, l’interesse comincia a calare e si rischia di non riaprirla più. E’ un vero peccato”.






Questo è un articolo pubblicato il 14-07-2015 alle 03:21 sul giornale del 14 luglio 2015 - 1006 letture

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