Assisi rende omaggio al Patrono d'Italia (Foto)

4' di lettura 05/10/2015 - La città di Assisi e l'Italia intera hanno ieri festeggiato San Francesco, Patrono d'Italia, con una giornata ricca di umanità, legata a valori di pace e amore fraterno.

Come ogni anno, la città serafica è stata teatro di una pacifica “invasione” di fedeli provenienti da tutto lo Stivale. Presente in gran spolvero la folta delegazione della Lombardia, regione donatrice quest'anno dell'olio che alimenta la lampada posta a veglia dei resti mortali del Santo di Assisi, guidata dal governatore Roberto Maroni e dal sindaco di Milano Giuliano Pisapia.
A presiedere la celebrazione eucaristica, nella Basilica Superiore di San Francesco, l'Arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola. Al termine della celebrazione, alla quale hanno partecipato 25 vescovi e 120 sacerdoti con i 150 seminaristi della Lombardia, si è svolto il consueto saluto alla nazione dalla loggia del Sacro Convento di Assisi, da parte del ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Graziano Delrio, in rappresentanza del Governo Italiano.
L'accensione della lampada è stata affidata al sindaco di Milano Giuliano Pisapia. Tra i doni fatti dalle diocesi lombarde, un'anfora di rame finemente cesellato della Scuola Beato Angelico della diocesi di Milano, realizzata a mano, l'olio ottenuto dalla spremitura delle olive del Lago di Garda, 12 cotte, 3 casule, 2 cantari e prodotti tipici lombardi.
"Nel giorno di san Francesco di Assisi, patrono d'Italia, - ha detto Papa Francesco all'Angelus che ha seguìto le celebrazioni assisane - saluto con particolare affetto i pellegrini italiani. A tutti auguro una buona domenica. E, per favore, non dimenticatevi di pregare per me”.
“Ci siamo fatti pellegrini dalla Lombardia in terra di Assisi - ha sottolineato il cardinale Scola nella sua omelia -, insieme a tanti fedeli provenienti dall’Italia e dal mondo, sulle orme di san Francesco per accendere la lampada votiva al Santo Patrono d’Italia e guardare a lui come al nostro “padre e maestro”, come scrive Dante nel Paradiso. Il Santo di Assisi fu promotore tra fazioni diverse e avverse di perdono e di riconciliazione, come documenta una strofa del celeberrimo cantico di Frate Sole: “Laudato si’, mi’ Signore, per quelli ke perdonano per lo Tuo amore”. Il Signore mostri il Suo volto ed abbia di noi misericordia». Per questo siamo qui. La lampada che continuerà ad ardere presso la tomba del Poverello, grazie al dono dell’olio, sarà una preghiera continua”.
"A vent'anni di distanza dall'ultimo pellegrinaggio della Lombardia ad Assisi per l'offerta dell'olio, sono lieto di accogliervi in occasione della solennita' di San Francesco patrono d'Italia", ha affermato padre Mauro Gambetti, custode del Sacro Convento di Assisi. “Insieme - ha aggiunto - non abbiamo paura! Insieme abbiamo fiducia! Nessuno tradisca la fiducia della gente, nessuno la manipoli, nessuno se ne approfitti. Il nostro popolo vuole avere fiducia in Dio, fiducia nel prossimo, fiducia nelle istituzioni”.
“Sono onorato di essere qui oggi - ha affermato il governatore Roberto Maroni - per portare il saluto della Regione Lombardia, scelta quest’anno per donare l’Olio alla Lampada di San Francesco. Un gesto semplice e di lunga tradizione, che rappresenta però il simbolo del contributo alla costruzione di una società migliore e una preghiera speciale al Santo Patrono, così amato nelle terre lombarde. San Francesco ci richiama all’attenzione agli ultimi: la crisi ci ha obbligato ad aprire gli occhi sui bisogni più elementari dell’uomo e sulla grande fetta di popolazione che vive in povertà anche nelle nostre città. Compito delle Istituzioni prima, e a seguire di tutta la comunità, è non lasciare che restino soli e ignorati”.
“Noi responsabili politici dobbiamo avere le orecchie aperte al grido della terra e al grido dei poveri, questo è quello che ci chiede oggi Francesco mentre ci offre la sua benedizione”. Queste il ministro Delrio. “Dobbiamo avere cura - ha aggiunto - delle nostre comunità, delle opere pubbliche, avere cura delle persone più semplici, delle persone più povere. Non lasciare indietro nessuno. Questo chiama ognuno di noi a una grande responsabilità, alla responsabilità di scelte politiche consapevoli e di stili di vita sobri e sostenibili. Chiama la responsabilità di fare le opere che sono utili alla comunità, di gestire con rigore e disciplina il denaro pubblico. Ci chiama a cancellare dal nostro orizzonte l'interesse personale e invece avere in primo luogo il bene comune, l'interesse dei nostri concittadini. Assisi è la seconda tappa del Giubileo verso cui cammineranno tanti pellegrini, e che devono trovare le infrastrutture e l'accoglienza a cui ci stiamo preparando. Francesco continui a darci il suo sostegno e la sua preghiera, e ognuno di noi faccia il suo dovere troveremo allora un paese più unito e più forte e lasceremo ai nostri figli delle città più belle e più vivibili”.

Nelle foto:
alcuni momenti delle celebrazioni
(foto Mauro Berti)









Questo è un articolo pubblicato il 05-10-2015 alle 02:14 sul giornale del 05 ottobre 2015 - 789 letture

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