Educare per contrastare l'emigrazione selvaggia dall'Africa: da Petrignano parte il progetto per il Benin

Camerun, Africa 3' di lettura 07/10/2015 - L’associazione Il Cedro Onlus, con sede in Assisi, vede le cose in grande e di recente ha lanciato una campagna internazionale multimediale in tre lingue: italiano, francese e inglese per sensibilizzare e coinvolgere il maggior numero di persone attorno alla sfida dell’Educazione nei paesi africani di provenienza dei migranti.

Come dice il presidente dell’associazione, il professor Jean-Baptiste Sourou: «L’educazione è diventata una urgenza oggi in Africa per far capire ai molti giovani che stanno lasciando il continente a cosa vanno incontro e i pericoli che nasconde il sogno europeo che i loro aguzzini, i trafficanti, alimentano con le bugie campate per aria».
E’ capitato e Sourou lo racconta nel suo libro “Affondo” (San Paolo 2011) che un giovane che stava in cerca di informazioni per organizzare il viaggio verso l’Europa, dopo aver letto un suo articolo sui drammi dell’immigrazione selvaggia, ha deciso di abbandonare il suo progetto.
Jean Baptiste Sourou«Tra gli immigrati di questi ultimi mesi, spiega ancora Sourou, ci sono troppi giovani e adolescenti ignari di tutto che pensano di trovare l’oro per terra o una vita facile in Europa. Una volta arrivati, se non muoiono prima, rimangono profondamente delusi. Cosi alcuni sono depressi, altri finiscono nella rete della malavita organizzata e altri ancora vivono da disperati, in condizioni peggiori di quelle che hanno lasciato dietro do sé. E’ triste vedere l’Africa svuotarsi delle persone capaci di prendersene cura. Noi al Cedro non possiamo e non vogliamo rimanere a guadare», aggiunge.
Cosi è partito il Progetto Benin: priorità all’Educazione qualche anno fa. Si tratta di costruire in Benin, paese dell’Africa occidentale con 10 milioni di abitanti dei quali 60% di giovani, un centro polivalente di studi con una biblioteca multimediale, una mensa, una foresteria, una sala conferenza; una struttura per permettere ai giovani del posto e dei paesi limitrofi di diventare i protagonisti del proprio futuro e dello sviluppo dei loro paesi.
Il Prof. Sourou si dice anche troppo addolorato di vedere molti dei suoi studenti in Africa continuare a studiare sotto i lampioni la sera e in condizioni troppo precarie. Alcuni di essi infatti non esitano a pensare a emigrare semplicemente. «Emigrare per un libro e morire o nel deserto o nel Mediterraneo? Il mio cuore sanguina», confida Sourou con amarezza. Oggi con questa campagna internazionale, Il Cedro vuole invitare tutti, nonostante la crisi, a non chiudere gli occhi e togliere lo sguardo dalla sorte dei giovani africani.
«L’accoglienza è bella, ma fino a quando queste persone saranno aiutate? Non è meglio pensare ad insegnare all’Africa a pescare piuttosto che continuare a darle da mangiare?», si chiedono alla sede dell’associazione. Il Cedro spera, con la raccolta di questa campagna, di iniziare presto a costruire la biblioteca, 10 stanze e la mensa, perché il progetto dispone già di un terreno di circa tre ettari. «Anche un euro donato è importante e farà si che il Centro sarà realizzato presto», dice Sourou che aggiunge «chi ci da anche un euro solo è anche lui fondatore del Centro studi, perché questo Progetto è di tutti noi!».
Chi lo desidera può fare una donazione tramite il web, cliccando su www.gofundme.com/progettobenin, pppure usando il C/C presso Banca Popolare di Spoleto: IT 28 Q 05704 38272 00 000 000 1619.
E’ disponibile anche il CF. 94150980541 per il 5xMille.


da Jean Baptiste Sourou
Presidente Associazione Il Cedro onlus





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-10-2015 alle 19:35 sul giornale del 12 ottobre 2015 - 544 letture

In questo articolo si parla di cultura, solidarietà, beneficenza, jean baptiste sourou, associazione il cedro onlus

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