Claudio Ricci: "Sanità regionale senza assessore e senza azioni efficaci"

Medico, medicina, salute 2' di lettura 24/05/2016 - È passato molto tempo, cita Claudio Ricci (consigliere regionale dell'Umbria), da quando l'assessore con delega alla sanità si è dimesso (a causa delle nomine dei dirigenti della sanità, in particolare di quello "apicale" in Regione) aprendo una crisi politica (a oggi non risolta) che impedisce una "azione efficace ed efficiente" su un tema fondamentale che impegna la gran parte delle risorse (1.8 miliardi di euro, all'anno, su un totale di bilancio di 2.9 miliardi).

Ormai tutti i cittadini dell'Umbria (ma anche la gran parte del personale e degli operatori - nei diversi ruoli - della sanità) hanno capito che il governo regionale è "fermo e immobile" capace di gestire "solo" le attività ordinarie mentre invece l'Umbria, non solo in sanità, avrebbe bisogno di "forti e incisivi slanci".
Sulla sanità umbra (ormai al 10^ posto nei LEA, Livelli Essenziali di Assistenza, fra le regioni italiane) si attende (da anni) la riduzione dei tempi di attesa per esami e visite, la riduzione degli sprechi (con la CRAS Centrale Regionale unica Acquisti Sanità), il FSE Fascicolo Sanitario Elettronico (che, da solo, farebbe risparmiare circa il 10%), una logistica adeguata (spostamento automatico dei farmaci: se ne parla, anche in un prossimo convegno, ma i progetti sono fermi), il potenziamento della medicina del territorio (con distretti più efficienti e maggiore "prevenzione" nonché valorizzazione di "medici di base e farmacie"), la necessità di fare scelte (anche nei primariati e apicali medici) sempre orientate al merito e al curriculum (per attrarre pazienti anche da fuori regione), un maggiore utilizzo di servizi esterni (anche privati convenzionati con il pubblico) nonché una sempre e più ampia connessione strategica fra le due "aziende ospedaliere" e le due "aziende sanitarie locali" (verso la ASL unica con sedi in Perugia e Terni).
Certamente ormai sarebbe opportuno conoscere "definitivamente" se l'assessore (dimissionario) intende rientrare in Giunta, se vi sarà un altro assessore alla sanità regionale o se la crisi politica è così grave da determinare un "ritorno al voto" anticipato in Umbria.

da Claudio Ricci
Consigliere Regione Umbria





Questo è un articolo pubblicato il 24-05-2016 alle 10:38 sul giornale del 25 maggio 2016 - 261 letture

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