Bartolini: “Stop al consumo del suolo. Riqualifichiamo l’esistente per sostenere il settore edilizio”

Giorgio Bartolini 2' di lettura 14/06/2016 - In quanto candidato sindaco, ritengo opportuno formulare qualche osservazione, specialmente alla luce dell’attuale contesto economico-sociale in cui si colloca la problematica urbanistica e della pianificazione territoriale.

La sezione di Assisi di “Italia Nostra” denuncia opportunamente i rischi derivanti dal consumo indiscriminato del suolo. Come non condividere le prese di posizione di papa Francesco in materia di salvaguardia del creato?

Penso che il nostro territorio costituisca ancora un mirabile esempio di integrazione fra paesaggio naturale, emergenze storico-architettoniche, aree agricole e aree di sviluppo industriale.

L’incanto dei milioni di turisti che ogni anno visitano Assisi mi sembra la migliore testimonianza al riguardo e certamente ci impegna a salvaguardare tale eredità preziosa, che ci viene dai nostri antenati e rappresenta il patrimonio sul quale investire per il futuro.

Per vedere esempi “di ben diversa armoniosità del paesaggio” (in realtà è una vera tragedia del cemento!), basta andare verso Perugia o verso Spello e constatare quanti e quali scempi edilizi abbiano provocato nel Dopoguerra (anche in anni recentissimi!) le amministrazioni regionali, provinciali e comunali guidate da PCI, PDS, DS e PD.

Stupisce perciò il candore con cui oggi la sinistra ad Assisi si fa all’improvviso folgorare dal verbo dell’ecologismo, dopo avere seppellito l’Umbria sotto il cemento.
Non dobbiamo dimenticare inoltre che la perdurante crisi economica ha cambiato il quadro entro il quale questo genere di problemi si colloca.

Infatti il rischio che il futuro sindaco di Assisi rilasci indiscriminatamente licenze edilizie che stravolgono il paesaggio è assolutamente remoto.
Come ha sottolineato anche Italia Nostra, molti edifici già in fase di ultimazione non vengono portati a termine e il mercato immobiliare ristagna.

Chi pretende di candidarsi alla guida della città dovrebbe sapere che nei nostri comuni le licenze edilizie già perfezionate non vengono neppure ritirate dai costruttori, per i quali avviare nuovi cantieri può essere estremamente rischioso sul piano finanziario.

Allora occorre sì salvaguardare il territorio e rilanciare l’agricoltura, ma anche promuovere e incentivare progetti di riqualificazione del territorio e del patrimonio immobiliare per sostenere il settore dell’edilizia, che da sempre ad Assisi dà lavoro e benessere.

Chi amministra non può limitarsi all’ecologismo da salotto.
Abbiamo anche il dovere di pensare alle centinaia di lavoratori dell’edilizia e alle loro famiglie.


da Giorgio Bartolini
Coordinatore Forza Italia Assisi





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-06-2016 alle 09:30 sul giornale del 15 giugno 2016 - 2756 letture

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