Sanità, manifestazione davanti alla Regione. Cisl Fp: "Nostre ragioni confermate anche dai dati della Banca d'Italia"

sanità 3' di lettura 07/07/2020 - I dati della Banca D'Italia, aggiornati al 30 giugno 2020, analizzati dalla Fp Cisl Umbria, denotano un quadro della Sanità e degli enti territoriali umbri degni di estrema attenzione ed alla base della mobilitazione sindacale unitaria del 7 luglio.

L'emergenza sanitaria da Coronavirus ha evidenziato come l'Umbria, nonostante una dotazione complessiva di posti letto superiore alla media nazionale tra regioni a statuto ordinario, aveva, prima dell'emergenza Covid, un divario negative , con specifico riferimento ai posti letto in terapia intensiva ( 7,9 contro 8,6 di media nazionale ogni 100.000 abitanti ).

E' pertanto necessario potenziare e riorganizzare , come da tempo chiede la Cisl , la rete territoriale. In proporzione agli abitanti l'Umbria disponeva infatti, prima dell'emergenza Covid, di un importante numero di medici di famiglia, ma risultava molto contenuto il ricorso all'assistenza domiciliare fondamentale per decongestionare gli ospedali in caso di emergenze pandemiche. Solo 492 anziani, ogni 10.000 erano curati a domicilio rispetto ad una media nazionale di 644 con punte di 690 ogni 10.000 anziani nelle regioni del Centro Italia, mentre molto elevato si conferma l'utilizzo di strutture residenziali e semiresidenziali.

Continua anche il calo della "mobilità attiva" cioè di coloro provenienti da altre regioni che vengono a curarsi in Umbria, anche se il saldo rimane positivo rispetto ai cittadini umbri che si recano fuori regione per curarsi. E' necessario pertanto, come chiesto dai sindacati, strumenti certi legati a percorsi di stabilizzazione e potenziamento degli organici atti a ridurre le liste di attesa createsi dopo l'emergenza Covid.

Nei primi mesi del 2020, sono stati assunti in Umbria 270 nuovi addetti sanitari, prevalentemente con contratti a termine, un numero molto ridotto rispetto alla media delle regioni del Centro Italia colpite dal Covid. Sono stati intensificati in poche settimane i posti letto in terapia intensiva, che anche nei massimi momenti emergenziali non sono giunti a saturazione, cosi come elevato è stato il numero dei tamponi effettuato.

Alla luce dei numeri di cui sopra e di quanto avvenuto durante l'emegenza Covid è fondamentale la manifestazione delle categorie del pubblico impiego di Cgil /Cisl/Uil di martedi 7 luglio davanti alla Regione Umbria che si pone l'obiettivo di avviare un confronto vero sulla organizzazione e programmazione delle attivita' nella Fase post Covid.

Necessita la massima valorizzazione della Sanita pubblica per garantire sicurezza e servizi ai cittadini.

Alla manifestazione saranno presenti i lavoratori di Umbria Salute , che si occupa delle prenotazioni medico - sanitarie al cui interno circa 180 lavoratori precari rischiano il posto di lavoro.

Per quanto concerne infine la situazione dei Comuni dell'Umbria la Fp Cisl Umbria esprime altresi una forte preoccupazione per l'elevato calo degli addetti avvenuto nel decennio 2008/2018 ( meno 27.8% di addetti rispetto ad una media nazionale di meno 22,7% ), cosi come nelle Province di Perugia e Terni coinvolte nel processo nazionale di riordino, e le conseguenze in termini di sostenibilita' dei bilanci legati alla pandemia, stante l'aumento delle spese sostenute ed il calo contestuale delle entrate correnti che risentono del blocco delle attivita' e delle misure di esenzione contributiva.

Vi sono in Umbria le condizioni per affrontare le tante problematiche accentuatesi con la pandemia ma solo con la massima partecipazione dei sindacati si potranno dare risposte efficaci ai lavoratori ed ai cittadini.

Il Responsabile Fp Cisl Umbria
Luca Talevi






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-07-2020 alle 10:04 sul giornale del 08 luglio 2020 - 185 letture

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