Covid: in un anno realizzate il doppio delle terapie intensive, meglio di Toscana e Marche e come il Lazio

1' di lettura 04/03/2021 - Mentre i cittadini vengono bombardati di notizie vere e false su pazienti morti, posti letto e terapie più o meno valide, arriva la notizia che l'Umbria, nonostante è stata una delle prime regioni a subire la terza ondata della pandemia, tra la fine di gennaio e metà febbraio, è stata però una delle migliori dall'inizio del Covid nel riconvertire pezzi importanti di ospedali in terapie intensive dove si riesce nella stragrande maggioranza dei casi a salvare vite umane dalla pandemia.

La fonte da cui proviene la notizia é autorevolissima: l'Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, che stila giornalmente un dossier sui ricoveri ospedalieri. L'Umbria é l'ottava regione d'Italia per numero di terapie intensive ogni 100mila abitanti.

Praticamente pari merito con il Lazio di Zingaretti (settimo posto) e ad un solo punto percentuale dall'Emilia Romagna di Bonaccini, uomo di punta della sinistra di buongoverno. Un risultato che è frutto della Regione e della Sanità regionale che in questo anno di pandemia hanno fatto un piccolo miracolo: le terapie intensive in Umbria, prima del virus, erano 7.8 ogni 100mila abitanti, ad oggi sono raddoppiate (posti e dei macchinari collegati) essendo 16 ogni 100mila abitanti. L'Umbria strabatte la Toscana, 15,5 posti ogni centomila abitanti, ma partiva pre covid da 9.2 (Umbria 7.8) e le Marche 15.4.

Uno sforzo che premia la giunta e la sanità regionale che stanno incominciando a respirare dopo le difficili settimane passate in zona rossa.






Questo è un articolo pubblicato il 04-03-2021 alle 15:48 sul giornale del 05 marzo 2021 - 118 letture

In questo articolo si parla di cronaca, umbria, articolo, Danilo Bazzucchi

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