Padre Enzo Fortunato: in Giotto c'è un legame segreto tra San Francesco e Dante

1' di lettura 25/03/2021 - "Chi varca la maestosa e mistica Basilica di San Francesco, rimane affascinato dalla Bibbia dei poveri, Biblia pauperum, così vengono chiamati gli affreschi di Giotto, perché rendevano un messaggio sublime alla portata degli umili, di chi non sapeva né leggere né scrivere", sottolinea padre Fortunato

Negli affreschi di Giotto, all'interno della Basilica di San Francesco ad Assisi, "c'è un legame segreto tra il Poverello e Dante Alighieri". A sostenerlo è padre Enzo Fortunato, direttore della rivista on-line dedicata al patrono d'Italia e della sala stampa del Sacro Convento. Lo fa in un intervento su sanfrancescopatronoditalia.it, la rivista che dirige. "In essi, aggiunge, un particolare e un 'segreto' ignoto a molti: Dante affrescato nelle vele giottesche che sovrastano l'altare della Basilica Inferiore, cuore della spiritualità francescana.

La domanda sorge spontanea: che ci fa Dante accanto a un frate e una clarissa? San Francesco, spiega padre Fortunato, dà inizio con la sua vita, con le sue continue esortazioni alla conversione a quel movimento che porterà alla costituzione di quello che poi è passato alla storia come Terzo Ordine francescano". Il direttore della sala stampa ricorda, inoltre, che il Sommo Poeta aveva dedicato a "San Francesco alcuni versi in uno dei canti più belli della Divina Commedia, il cui inizio è il 25 marzo, giorno dedicato all'Annunciazione a Maria".






Questo è un articolo pubblicato il 25-03-2021 alle 21:25 sul giornale del 27 marzo 2021 - 249 letture

In questo articolo si parla di cultura, umbria, articolo, Danilo Bazzucchi

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