Elezioni, Luigino Ciotti: del PCI di una volta non c'é rimasto più niente e si é democristianizzato

10' di lettura 10/09/2021 - "Ad Assisi occorre una opposizione, che è mancata, sia che governi il centrodestra, sia che governi il civismo con il “presunto” centrosinistra. Per questo il voto utile è ad @sinistra".

Luigino Ciotti nasce in Belgio il 09-08-1954, figlio di emigrante-minatore, maturità classica, diploma ISEF e laureando in Relazioni Internazionali e Cooperazione allo Sviluppo. Insegnante precario, dal 1983 al 1995 dipendente del Comune di Cannara poi fino al termine del periodo lavorativo, dipendente della Provincia di Perugia. Oggi, come lui stesso dice, felicemente in pensione.

Definisce la sua lista “A Sinistra” assolutamente politica e non civica. In un momento in cui tutti corrono a fare liste civiche, mettendo bene in chiaro che sono slegati dai partiti sia di destra che di sinistra, come mai questa scelta?

Perché non siamo contro i partiti anche se non ci identifichiamo con nessun partito attuale e nessuno dei nostri candidati è iscritto ad alcuno. Non siamo populisti e demagogici e riconosciamo il ruolo, soprattutto quello storico, dei partiti che sono stati il perno della democrazia nel nostro paese e occasione di confronto e di crescita culturale e politica delle masse popolari in Italia. Da tempo i partiti non svolgono più quel ruolo come in passato ed hanno tanti difetti ma la medicina è peggiore del male: con le liste civiche si affermano in maniera leaderistica personaggi di scarso valore politico e culturale senza aver fatto alcuna gavetta che era momento di grande formazione. Il M5S ne è un esempio e la classe politica e dirigente politica attuale è veramente di basso profilo. Non a caso io sono l’unico candidato che vengo dalla politica ma sono anche il più vecchio di età e non certo nelle idee e nelle pratiche.

Parliamo di programmi, se sarà eletto cosa intende fare per rilanciare Assisi, quali sono le novità che intende portare nell’amministrazione della città. Per esempio nel sociale, nel lavoro, nell’economia cittadina, nei servizi, nel turismo etc.

La risposta è nel mio programma che vi invito a leggere e non in poche righe che posso scrivere. Prima questione la macchina comunale che va ricostruita nel rapporto di fiducia tra l’amministrazione ed i dipendenti su un progetto che valorizzi i dipendenti comunali e li renda partecipi di un progetto di sentirsi parte decisiva di un bene comune che è Assisi. Dare diritti a tutti, considerare i cittadini e farli sentire uguali cosa che non è sembrata tale nelle pratiche urbanistiche e nei servizi. Avere un’idea del turismo e dei suoi flussi costruita su un progetto e non sugli arrivi spontanei. Valorizzare tutti i monumenti, i tanti castelli, i luoghi ed i paesaggi di Assisi e di tutte le sue frazioni, con un piano marketing da lanciare sul mercato e ridisegnare l’offerta turistica dei negozi e delle strutture ricettive affinchè non sia di così basso livello, piena di sommerso, lavoro nero ed evasione fiscale. E fare un Museo della Pace alla Rocca dove esporre tutti materiali relativi alle 23 edizioni della Marcia della Pace Perugia-Assisi e tutto ciò che inerente a questo tema in tutto il mondo.

Una domanda che non posso non farle. Assisi é cittadina con una forte presenza di religiosi e di cattolici impegnati nella società civile. Tutti sappiamo che sono una forza che ha un peso elettorale molto importante. Come pensa di confrontarsi con loro, che tipo di rapporto pensa di instaurare?

Ad Assisi la presenza religiosa ha già in partenza un pacchetto di alcune centinaia di voti più la capacità di condizionamento sulle centinaia di persone che lavorano nelle loro strutture e la capacità di persuasione culturale. Io ho già incontrato il vescovo ed alcuni parroci perché credo che un candidato sindaco anche non credente debba riconoscere e rapportarsi con le autorità religiose per far conoscere il suo programma per il bene della città. Lo deve fare però alla pari, senza subordinarsi come ha fatto l’attuale sindaca, senza prendere ordini e non delegando molte manifestazioni ai soli religiosi, ma costruendo altre occasioni laiche per rappresentare tutti i cittadini, credenti e non, praticanti e non. Non solo cerimonie religiose, omelie, iniziative culturali promosse dai religiosi e dalla Diocesi, ma anche manifestazioni laiche che ricordino che Assisi è stata tante cose e che la città del futuro è interculturale, non confessionale e variegata.

Parlando di Lei con i suoi concittadini, molti hanno detto: è un politico di lungo corso che da tanti anni partecipa a competizioni elettorali. Forse sarebbe stato meglio candidare una persona giovane, con idee nuove e più in linea con la realtà attuale. Cosa vuol rispondere a questi elettori?

Che io non mi sono autocandidato come ha fatto la Proietti, Fasulo, Sannipola, ma sono stato candidato dai miei compagni per alzata di mano ed all’unanimità. In realtà io inizialmente non avevo dato la disponibilità a candidarmi ed abbiamo fatto la proposta a quattro diverse persone, ma al loro niet alla fine l’ho ritirata e sono stato scelto per raggiungere il fine delle elezioni che è quello di prendere più voti possibili. Questo perché sono il più conosciuto del mio mondo politico, ho esperienza amministrativa da assessore e da consigliere, passo spesso sulla stampa, ho dimostrato, con il mio trentennale circolo culturale “primomaggio” di fare iniziative di qualità e continuativamente (vedi la presenza ad Assisi di Aleida Guevara, figlia del Che, di Frei Betto, Padre Marcelo Barros e tanti altri e soprattutto conosco casa per casa i nostri compagni ed elettori. E mi sembra che sono stimato anche culturalmente ed il libro su mio padre “I Campi di Tullio. La storia di un Internato Militare Italiano” ha venduto solo nel comune di Assisi 540 copie delle 1.500 complessive, che sono tantissime nel panorama editoriale umbro. E poi essere di lungo corso non è una cosa da disprezzare perché, oltre all’esperienza che si acquisisce, vuol dire che ho una grande passione politica, e ci credo, visto che l’ho fatta per 47 anni non avendo quasi mai poltrone, ma sempre all’opposizione di governi nazionali e locali. Non ho fatto come tanti altri che la politica la fanno solo quando hanno incarichi e poi scompaiono a farsi i loro interessi privati.

Poco tempo fà ha definito il PD, il partito della Democrazia Cristiana. Se per caso si va il ballottaggio e lei resta fuori, chi appoggerà, a chi darà i voti di @Sinistra”?

E’ evidente che del PCI di una volta non c’è rimasto più niente e si è democristianizzato tanto è vero che il segretario nazionale è Enrico Letta che viene dalla DC e tanti vecchi compagni non ci ritrovano più. Con un’uscita silenziosa ne sono fuori e molti voteranno per noi. Quello che faremo, per l’eventuale ballottaggio, lo decideremo insieme quando sarà il momento perché per ora siamo impegnati a raccogliere più voti possibili per vincere noi. Dei voti, comunque nessuno ne ha la proprietà perché sono personali e liberi, ma immagino che i nostri elettori, almeno la maggior parte, voteranno per la sindaca attuale. Certo nessuno di noi voterà mai per il centrodestra, al massimo non andranno a votare.

Siamo in campagna elettorale, dove tutti promettono tutto o quasi, un cittadino di Assisi per quale motivo, reale e concreto, dovrebbe votare lei e non qualcun altro?

Intanto perché io non prometto niente e non mai promesso niente a nessuno. Poi perché tutti mi conoscono essendo 47 anni che faccio politica in questo territorio ed hanno visto cosa ho fatto e come mi comporto. Io posso essere giudicato per quello che ho già fatto, non essendo un illustre sconosciuto in politica come altri, perché tutti mi considerano una persona coerente, con gli stessi ideali e le stesse scelte politiche di sempre, non sono un voltagabbana di cui sono piene le liste, seria ed onesta e l’amministratore ho dimostrato di saperlo fare a Bastia Umbra sia nel ruolo di assessore (1995-1999) sia in quello di consigliere di opposizione (1999-2009). E ad Assisi occorre una opposizione, che è mancata, sia che governi il centrodestra, sia che governi il civismo con il “presunto” centrosinistra. Per questo il voto utile è ad @sinistra.

Leggendo le sue dichiarazioni, tra i vari impegni che prende con gli elettori, ho visto che insiste molto sull’ ambiente e il voler ricostruire un rapporto di fiducia e lavoro con i dipendenti comunali, può spiegare meglio?

L’ambiente e la sua difesa è oggi la questione fondamentale perché è vitale per la nostra sopravvivenza nei prossimi decenni. Se l’ha capito Greta Thunberg mi meraviglio che non ci riescano i nostri adulti che hanno il dovere di conservarlo per i propri figli e nipoti. Occorre salvaguardare e incrementare boschi (ricordo che ad Assisi c’è il Subasio e tante colline), usare buone pratiche di vita, consumare meno acqua, meno energia elettrica e soprattutto meno territorio. Siamo contro la cementificazione del territorio che sta avvenendo e l’emblema è la nostra battaglia su come si costruisce a Villa Gualdi, cosa che poteva essere evitata in consiglio comunale revocando la concessione edilizia. E’ uno sfregio al territorio che è tutto sotto tutela UNESCO e rischiamo di fare un danno paesaggistico, culturale ma anche economico se ci viene tolto il titolo di Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Inoltre altro tema scottante sono la F.A. spa (ex Fonderie Tacconi) che in un’area prevista dal piano regolatore come residenziale, vicino al Teatro Lyrick, punto di riferimento culturale, una fabbrica obsoleta ed insalubre di prima classe inquina in maniera incredibile, ledendo tutti i diritti alla salute ed alla vita degli abitanti della zona. Noi la vogliamo delocalizzare, come è successo per tutte le altre aziende che stavano nel centro di S. Maria degli Angeli, se si può fare in tempi brevi altrimenti per noi è da chiudere. La salute dei cittadini, bene primario garantito dalla nostra Costituzione, non può essere subordinato alla logica del profitto di industriali privati. Per i dipendenti comunali ho già detto ed è tale il loro malcontento nei confronti dell’Amministrazione comunale che così non funzionano nemmeno i servizi con grave nocumento per i cittadini. Inoltre vanno assolutamente fatte molte assunzioni del personale operaio che è ridotto al minimo e non è in grado di far fronte ai tanti problemi sollevati dai cittadini e dalle necessarie manutenzioni. D’altro canto ci sono molti vuoti rispetto alla pianta organica che vanno ricoperti e non attraverso l’esternalizzazione dei servizi, come è avvenuto, abbassando salari e diritti dei lavoratori.

Domanda finale, che ho fatto a tutti i suoi colleghi aspiranti sindaci: Immagini per un attimo di essere su un palco, ad un comizio come si faceva un po’ di anni fa. E’ l’ultimo giorno di campagna elettorale e lei é pronto per l’appello finale per farsi votare: cosa direbbe alla folla che la sta ascoltando?

Questa è una città in grande sofferenza ma è portatrice di valori, come la Pace e l’Ecologia, e di speranza, quindi occorre un grande progetto per essere all’altezza della sua storia, dei simboli che rappresenta, del messaggio “Pace e bene a tutti” che da qui si propaga nel nome di Francesco. Occorre il contributo di tutte/i le donne e gli uomini di Assisi per costruirlo e l’aiuto di tante persone capaci e di buona volontà che amano questa città e ne sono pellegrini. Ed il sindaco, umilmente, si deve mettere a disposizione di tutto ciò.






Questa è un'intervista pubblicata il 10-09-2021 alle 11:37 sul giornale del 11 settembre 2021 - 192 letture

In questo articolo si parla di attualità, umbria, intervista, Danilo Bazzucchi

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