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comunicato stampa

Il futuro dello screening del cancro al seno passa anche dall’Umbria La perugina UBT ha ideato la tecnologia Mammowave

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C’è anche un po’ di Umbria in MammoScreen, l’innovativo progetto per lo screening del cancro al seno, cofinanziato dalla Commissione Europea, che prevede un budget complessivo di 7 milioni di euro per quattro anni.

L’azienda perugina Umbria Bioengineering Technologies (UBT), con sede a Rivotorto di Assisi, fa parte del Consorzio internazionale formato da sette partner, coordinati da Fondazione Toscana Life Sciences, che porta avanti il progetto che vuole validare MammoWave, tecnologia che usa microonde al posto delle radiazioni ionizzanti, come strumento di screening del tumore seno.

MammoScreen nasce con l’obiettivo di generare evidenza scientifica sull’uso della tecnologia MammoWave come strumento di screening del seno all’interno di programmi basati sulla popolazione e promossi dai sistemi sanitari regionali o nazionali. Grazie a MammoWave, un mammografo basato su frequenze di microonde, invece che radiazioni ionizzanti a raggi X, che potenzialmente permette di dare l’opportunità a 98 milioni di donne in Europa di accedere a programmi di prevenzione (fascia d’età 20-49 anni). La tecnologia MammoWave è sviluppata da Umbria Bioengineering Tecnologies (UBT), azienda affiliata a Toscana Life Sciences che sviluppa dispositivi medici di imaging basati su una tecnologia brevettata, impiegando le microonde al posto delle radiazioni ionizzanti.

Dall’Umbria un mammografo a radiofrequenza per rilevare lesioni mammarie. “MammoWave, ideato e brevettato da UBT – spiega Gianluigi Tiberi, co-ideatore e co-fondatore, Responsabile Ricerca&Sviluppo di UBT SRL – è una soluzione innovativa e sicura per il rilevamento delle lesioni mammarie. Utilizzando segnali a radiofrequenza nella banda delle microonde, la sua tecnologia è non-ionizzante (senza raggi X), quindi senza rischio di radiazioni. La validazione clinica di MammoWave è stata eseguita ad oggi su 500 soggetti. Alla fine del progetto e delle attività cliniche, le donne potranno beneficiare di uno strumento di screening più sicuro, inclusivo, accessibile a tutte le fasce di età e senza necessità di schiacciare la mammella”.

MammoWave utilizza segnali di microonde sicure, non invasive e non ionizzanti, senza praticare compressioni della mammella ed è molto efficace in casi di donne con seno denso.[1]

Il tumore al seno e l’importanza della prevenzione - Il tumore al seno, una delle forme di cancro più comuni tra la popolazione femminile mondiale, colpisce 1 donna su 8. Nel 2020, secondo i dati dell’Agenzia Internazionale per la ricerca sul cancro dell’Organizzazione mondiale della sanità, il tumore alla mammella è stato diagnosticato in 2,26 milioni di donne con 685.000 decessi in tutto il mondo[2]. A livello nazionale, questa tipologia di tumore è la patologia neoplastica a più alta prevalenza nelle donne, con oltre 830.000 casi prevalenti e 55.700 nuove diagnosi nel 2022[3]. In Europa, invece, si stima che il 21% dei casi di tumore al seno riguardi donne al di sotto dei 50 anni, con un significativo impatto sulla vita attiva delle stesse (lavoro e famiglia).[4]

Lo studio clinico del progetto MammoScreen: centri coinvolti e modalità di trattamento delle pazienti - L’obiettivo di MammoScreen è quello di verificare e confermare che il mammografo a microonde MammoWave sia in grado di raggiungere una sensitività >90% e una specificità >95% nella rilevazione del tumore al seno. Lo studio clinico coinvolgerà 10.000 donne su base volontaria, già inserite in programmi di prevenzione per il tumore al seno a livello europeo. I paesi dell’Ue coinvolti per la ricerca di centri di reclutamento sono l’Italia, la Spagna, la Germania, il Portogallo e l’Ucraina.

MAMMOSCREEN - Il progetto europeo “Innovative and safe microwave-based imaging technology to make breast cancer screening more accurate, inclusive and female-friendly” (MammoScreen), della durata di 4 anni, è cofinanziato dalla Commissione Europea. Coordinato dalla Fondazione Toscana Life Sciences, MammoScreen coinvolge i seguenti partner internazionali: Umbria Bioengineering Technologies S.r.l. (Italia), Servicio De Salud De Castilla La Mancha (Spagna), Scuola IMT (Istituzioni, Mercati, Tecnologie) Alti Studi di Lucca (Italia), EVITA – Associação de Apoio a Portadores de Alterações nos Genes Relacionados com Cancro Hereditário (Portogallo), Elaros 24/7 Limited (Gran Bretagna), London South Bank University LBG (Gran Bretagna).

[1] Breast lesion detection through MammoWave device: empirical detection capability assessment of microwave images’ parameters, PLoS One, 16 (4 April), art. No. e0250005, 2021. Link: https://journals.plos.org/plosone/article/authors?id=10.1371/journal.pone.0250005la

[2] World Health Organization: https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/breast-cancer

[3] "I numeri del cancro in Italia 2022", AIOM-AIRTUM. Link: https://www.aiom.it/wp-content/uploads/2022/12/2022_AIOM_NDC-web.pdf

[4] "Breast Cancer Facts, Europadonna. Link: https://www.europadonna.org/breast-cancer/#:~:text=1%20in%2011%20women%20in,younger%20than%2050%20years%20old*

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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-01-2023 alle 11:26 sul giornale del 11 gennaio 2023 - 116 letture






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