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comunicato stampa

Bastia Umbra: centro d'accoglienza, "ma non di trasparenza". Cosa è successo sull'ex Villa

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La recente decisione della Prefettura e della Regione di designare l'ex Hotel la villa a Bastiola come centro di accoglienza ha sollevato serie preoccupazioni sulla trasparenza e la competenza delle autorità coinvolte, nonché creato allarme e perplessità tra diversi cittadini.

Prima di andare avanti, però: accoglienza è un termine che sentiamo nostro, che fa parte del modo con cui intendiamo stare al mondo, premessa fondamentale per rendere questo ragionamento scevro da potenziali derive già, ahi noi, udite in giro per Bastia.

Dunque, si parla di metodo prima ancora che di merito, perché questa è una storia di trasparenze e di capacità, non di accoglienza – soffio vitale di cui Bastia è dotata da sempre, come dimostrano le varie iniziative che da anni vengono portata avanti anche dalle associazioni presenti nel nostro territorio.

Nel metodo, sulla trasparenza. È deplorevole osservare la superficialità con cui gli Amministratori Regionali e Comunali hanno gestito questa decisione, che, comunque la si guardi, è destinata a modificare le dinamiche quantomeno di una frazione della nostra città. La speculazione e lo scaricabarile che stanno emergendo sono sintomi evidenti di un governo inefficiente e privo di controllo, evidenziati dai messaggi contraddittori provenienti da tutte le istituzioni coinvolte.

È particolarmente sconcertante notare le proposte contraddittorie avanzate dai rappresentanti politici, come quella del capogruppo Regionale della Lega che suggerisce soluzioni non idonee al contesto, mettendo a rischio la sicurezza e la coesistenza dei residenti – passare da donne e bambini, come pare previsto, ad adulti e minorenni da accogliere significa modificare il volto del progetto sotto tanti termini.

Ci siamo prontamente attivati per affrontare questa situazione, organizzando incontri pubblici per informare e coinvolgere i cittadini, come quello dello scorso sabato al centro sociale di San Bartolo. La trasparenza è fondamentale per un governo efficace e continueremo a sollecitare il dibattito pubblico e a chiedere conto alle autorità competenti. Questo è il nostro pensiero per Bastia, questo è il modo con cui vogliamo governare la nostra città - insieme.

Solleviamo anche forti perplessità sulla scelta del sito, e qui entriamo nella questione di merito. La capacità, dicevamo, fare le scelte giuste, di renderle utili per la nostra città. Considerando la vicinanza ad altre strutture sociali di accoglienza, l’ex hotel La Villa è davvero un buon posto? La scelta è frutto di un adeguato ragionamento sul territorio? Di una progettazione? Di un pensiero largo? È essenziale valutare attentamente l'impatto sulla comunità locale, perché incide di riflesso sulle persone accolte. L’obiettivo che dobbiamo avere in mente, è garantire una coesistenza armoniosa: solo con questa il concetto di accoglienza non resterà solo nei titoli.

A tal proposito, proponiamo vincoli rigorosi per garantire il rispetto delle normative e la sicurezza della comunità. Inoltre, ci impegniamo a preservare l'identità e la destinazione d'uso originaria dell'immobile.

È imperativo che un governo sano e competente trovi soluzioni concrete anziché limitarsi a scaricare responsabilità, come tristemente visto in questi giorni. Si comprende il momento, l’evidente difficoltà dell’attuale sindaca e della sua giunta di lavorare, visto che in molti hanno scelto di abbandonare la barca che affonda, forse anche per farla affondare più rapidamente agitando le acque dall’esterno. È per esempio il caso di chi adesso, nello specifico, solleva ipotesi rocambolesche su vincoli e necessità proprio sul progetto che insistere a Bastiola, ma che fino all’altro ieri – quando ancora per convenienza era al governo della città – chiudeva occhi e orecchie.

No. Non è questo il modo con cui vogliamo vivere Bastia. È giunto il momento che si riaffermi autorevolezza per porci al riparo da lotte di potere interne. Chiediamo un Consiglio Comunale aperto per coinvolgere attivamente i cittadini nel dibattito in corso. Lo dobbiamo alle nostre collettività, ma anche a coloro che vorremmo accogliere.

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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-02-2024 alle 10:45 sul giornale del 28 febbraio 2024 - 22 letture






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